Britton-Lowenstein garantiscono “Svapo sicuro”

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Svapare in un luogo chiuso? E’ una questione di garbo, piuttosto che di salute.

A derubricare la questione del “fumo passivo” da svapo a mero affare di galateo è John Britton, docente di Epidemiologia nonchè Direttore dello “UK Centre for Tobacco & Alcohol Studies“.

Il professore dell’Università di Nottingham non nutre dubbi sulla sicurezza del fumo da sigaretta elettronica anche in relazione a soggetti terzi che si ritrovassero, magari in un ambiente non areato, a respirare lo “svapo” altrui.

“Non ci sono prove di danni ad altre persone” , afferma al riguardo Britton. Che, come detto, riconduce la discussione ad un ambito di cortesia dal momento che un non fumatore/svapatore, indipendentemente dai danni o meno a carico della salute, potrebbe non gradire di trovarsi avvolto, suo malgrado, in una nuvoletta al profumo di fragola o di cioccolato. Sbuffata, magari, su un treno o al tavolo di un ristorante, da un perfetto sconosciuto

Le riflessioni di Britton, decisamente tranquillizzanti rispetto alla sicurezza della pratica vapers, fanno eco a quelle di William Lowenstein, pneumologo francese in prima linea nella lotta alle dipendenze. Quest’ultimo ha messo parecchi punti fermi smontando e smentendo quelli che sono cavalli di battaglia dei complottisti anti-sigaretta elettronica. “Non vi sono studi sulle e-cig? E chi l’ha detto? – così Lowenstein – Sono state portate a termine ricerche più che affidabili negli Usa ma anche in Europa, in Francia ed in Inghilterra”.

“SVAPO IN CIRCOLAZIONE ORMAI DA DIECI ANNI”

Il docente francese, inoltre, evidenzia anche come lo svapo non sia in circolazione da ieri bensì da dieci anni. Ed in questo lasso di tempo non vi sono stati affatto effetti collaterali rispetto ad un discorso di malanni cardiovascolari od oncologici. Lowenstein, tuttavia, afferma anche come da un punto di vista epidemiologico bisognerà attendere ulteriori cinque anni per avere una piena tranquillità scientifico-statistica: questo, però, annota lo stesso, non vuol dire dover mettere in “freezer” le politiche pro-svapo, per un ulteriore quinquennio, nell’attesa di…

Quando, invece, si ha – dall’altro lato – la certezza rappresentata dalla sigaretta classica che macina “75.000 morti circa all’anno”. “Sulla sigaretta elettronica – ha concluso Lowenstein – non vi è alcuna potenziale tossicità

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