Bove (Unasweb) “Imposta liquidi, vigili su prossima legge di Bilancio”

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Come Unasweb siamo soddisfatti di questo passaggio.
Auspichiamo, però, che non si sia al cospetto di un provvedimento estemporaneo ma contestualizzato in una politica che sia, a più ampio raggio, di maggiore attenzione verso il settore del vaping”
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Arcangelo Bove, Presidente di Unasweb nonchè fondatore del marchio Svapoweb, commenta la recente approvazione, nelle sedi della Commissione Bilancio della Camera, dell’emendamento al Decreto governativo – contenente misure a sostegno delle varie categorie connesse all’emergenza Covid – ed il definitivo ok al testo da parte del Senato, passaggi in virtù dei quali si è proposto di abbattere a 0,42 centesimi l’imposta sugli e-liquid senza nicotina (imposta calcolata su un flaconcino da 10 ml) e a 0,84 per quelli con nicotina.

PROVVEDIMENTO LIMITATO SOLO AL 2021

“Si è ripristinato lo status quo ante l’approvazione dell’ultima legge di Bilancio” – osserva Bove. “Siamo compiaciuti di questa evoluzione che è frutto dell’iniziativa di un singolo partito che, ovviamente, cogliamo l’occasione di ringraziare per la sensibilità dimostrata”.
“Tuttavia
– incalza il padre del brand arancione – vogliamo sperare che in futuro non si debba più assistere a nuovi sgambetti. Vigileremo sul percorso di formazione del prossimo Bilancio statale. Ebbene si perchè, purtroppo, l’emendamento implica effetti limitati solo all’anno in corso. Per questo sarà fondamentale intervenire, in sede di formazione della prossima Manovra, per annullare gli aumenti a scalare sulle accise che la legge di fine 2020 ha previsto. E che maturerebbero i loro effetti al 1 Gennaio 2022 ed al 1 Gennaio 2023.

“AUSPICHIAMO DIVERSA SENSIBILITA’ POLITICA”

Il nostro auspicio – la chiusura del Presidente Unasweb – è che si sviluppi una sensibilità politica, non si dica di sostegno, ma, quanto meno, non in danno al settore della sigaretta elettronica. Per questo guarderemo con massima attenzione al prossimo Esercizio statale.
Solo allora capiremo se l’emendamento ed il testo definitivi appena approvati abbiano rappresentato una tregua concessa come mera misura connessa alla crisi epidemica. O se, invece, essi esprimano, per così dire, un ravvedimento dello Stato rispetto agli scellerati aumenti stabiliti nel Dicembre 2020″