Bove (Unasweb) “Il settore del vaping necessita di unità e chiarezza”

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Il mondo del vaping deve fare fronte unico e presentarsi come forza compatta per poter dare reale peso alle sue istanze”.
Lo sostiene Arcangelo Bove, imprenditore leader della sigaretta elettronica nazionale nonché Presidente dell’associazione Unasweb – Unione nazionale Affiliati Svapoweb.
Le parole di Bove all’indomani dell’approvazione dell’emendamento che ha riportato la fiscalità gravante in capo alla sigaretta elettronica come ai principi del 2021, ovvero al primo step degli aumenti che erano stati disposti con la Manovra di Dicembre 2020 dal Governo Conte.

CONTENTI MA SERVE LINEARITÀ

Ovviamente – ancora Bove – siamo contenti del fatto che sia stata accolta la proposta emendataria al Milleproroghe che cancella l’ulteriore aumento che era scattato con decorrenza Gennaio 2022. Tuttavia, dobbiamo confidare nella prossima legge di Bilancio affinché venga del tutto cancellato il piano dei rincari già calendarizzato. Come noto, infatti, se non interverrà una norma in modifica a quella vigente, ci ritroveremo, a far data dal 1 Gennaio del prossimo anno, punto e a capo a dover fronteggiare un nuovo capitolo di aumenti.
In definitiva, è tempo di avere chiarezza. Non si può continuamente subire questa altalena di aumenti-sconti. I negozianti, i produttori, i clienti non meritano di viaggiare costantemente sulle montagne russe. È una questione di linearità, è una esigenza di chiarezza, di correttezza che si deve nei confronti di un settore che, lo si ricorda, da qualche mese espone all’esterno delle proprie attività il simbolo dello Stato.

FONDAMENTALE LA COMPATTEZZA

È una questione di programmazione.
Ma vi è anche un altro aspetto da evidenziare. Le istanze del vaping saranno prese in considerazione, eventualmente, solo nel momento in cui il settore stesso si mostrerà coeso: per questo auspico che le varie associazioni, i vari produttori, i vari stakeholders possano porsi come voce unica. Il nostro è un mondo in crescita ma ancora relativamente piccolo. L’unità non è, pertanto, per noi un’opzione ma un imperativo. Per questo
– la conclusione – auspico che si lavori con convinzione verso questa direzione”.