Bove (Unas) “Svapo, parlare di rincari fiscali è folle”

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“Parlare di rincari fiscali in questo momento di crisi è cosa poco opportuna. Farlo con riguardo al settore della sigaretta elettronica è addirittura folle”.
Arcangelo Bove, imprenditore padre del marchio “Svapoweb” e Presidente Unas, interviene in merito alla ipotesi di rincari fiscali che andrebbero a toccare il settore delle sigarette elettroniche.
Argomento che, in queste ore, è al vaglio della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.
Un plus che, con riferimento a liquidi con nicotina e senza nicotina, passerebbe dagli attuali 10 e 5 percentuale a – rispettivamente – 15 e 10 con decorrenza 1 Gennaio 2021; con un incremento annuale di ulteriori 5 punti fino al 2023.
All’improvviso, nella serata di ieri – spiega ancora Bove – si è appreso di come il Governo avesse lavorato ad un emendamento finalizzato ad aggravare la fiscalità di settore.
Usciamo dall’anno più terribile, dal dopoguerra ad oggi, per la nostra economia.
Si parla di far ripartire i consumi, di incentivi, di anno bianco.
E, poi, una parte del Governo punta a prevedere rincari in capo ad un settore già schiacciato da adempimenti e burocrazia.

Rincari che non farebbero altro che porre a serio rischio chiusura attività che hanno una conduzione a regime di famiglia, riconducibili alla piccola e media impresa.

“PROVVEDIMENTI SCELLERATI”

Siamo al cospetto di provvedimenti scellerati che getterebbero una miriade di attività nella crisi più profonda costringendole alla chiusura.
Sono azioni scellerate, illogiche. E le considereremo tali anche se si fosse trattato di altre tipologie di attività.
Si tratta di disegni che indicano come chi proponga tali soluzioni sia lontano anni miglia dalle difficoltà del reale, dalla vita del quotidiano.
Soprattutto, chi ipotizza tali strette fiscali non ha alcuna nozione del settore vaping che, piuttosto, andrebbe incentivato quale strumento di smoking cessation.
Restiamo allibiti al cospetto di un blitz maturato in gran segreto e costruito nell’arco di poche ore.
Soprattutto, rifiutiamo che grandi giochi di potere debbano ricadere su piccole realtà che sono il principale tessuto della nostra realtà economica.

A chi ci rappresenta nelle Istituzioni – chiude Bove – chiediamo di perseguire il bene dei cittadini e delle imprese nostrane. E non di assecondare più o meno occulte strategie”