Bove (UnaSweb) “Errato e generico parlare di allerta sulla sigaretta elettronica”

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“Unas è per la tutela della salute pubblica. UnaSweb, non a caso, sostiene la diffusione della sigaretta elettronica quale strumento per sottrarsi al vizio del fumo classico. Bene, quindi, gli intenti dell’Istituto superiore di Sanità ma, ancora una volta, a difettare è la modalità della comunicazione”.

Ad intervenire è Arcangelo Bove, imprenditore leader nel settore della sigaretta elettronica nonché co-fondatore e presidente dell’Unione nazionale affiliati Svapoweb.

“Ancora una volta – prosegue l’imprenditore sannita – l’informazione rischia di determinare danni. L’allerta emanata ad assessorati regionali alla Sanità ed allo stesso Ministero della Salute non riguarda la sigaretta elettronica in quanto tale. Il pericolo non è la sigaretta elettronica. Il pericolo è che qualcuno possa, come avvenuto negli Stati Uniti d’America, utilizzare la sigaretta elettronica in modo improprio miscelandovi all’interno sostanze pericolose come il Thc, ovvero l’olio di cannabis. L’Istituto superiore di Sanità – incalza Bove – invita gli Organi deputati a vigilare rispetto al possibile utilizzo di tali prodotti. A vigilare che negli ospedali non si presentino soggetti con sintomatologie che possano far pensare al possibile utilizzo di tali prodotti che, si ricorda, non sono fatti per svapare e che, fondamentalmente, rappresentano una nuova forma di assunzione di droga”.

“SI DEVE FAR CAPIRE CHE USO PROPRIO DELLA SIGARETTA ELETTRONICA E’ SICURO”

Il papà di “Svapoweb”, marchio a capillare diffusione nazionale, ribadisce quale sia il rischio “Bisogna fare estrema attenzione, da parte degli addetti all’informazione, nel veicolare notizie come queste. Parlare genericamente di allerta sulle sigarette elettroniche è improprio, fa capire che la sigaretta elettronica, in quanto tale, possa essere dannosa anche se si utilizzassero prodotto sicuri, acquistati nei negozi ufficiali. Invece non è così. Si deve far capire alle persone che lo svapo è sicuro utilizzando i liquidi disponibili nei negozi autorizzati.

Ricordando come in Italia ed in Europa viga una regolamentazione che è puntuale, precisa. Ricordando, ancora – lo ha evidenziato lo stesso professore Beatrice – come in dieci anni di svapo, in Italia, non si siano mai registrate conseguenze serie a carico della salute umano. Rilanciare allarmi in modo generico non fa altro che allontanare la gente da una pratica che salva le vite. Perchè lo svapo è una via che in tanti stanno percorrendo per sottrarsi al vizio. E mentre le sigarette elettroniche, usate in modo proprio, non hanno mai causato morti, le “classiche”, solo in Italia, determinano circa 80.000 decessi annualmente”