Boffi (Istituto tumori Milano) su e-cig “Forti tabagisti potrebbero utilizzarle per smettere”

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“Svapare da adolescenti è come imboccare un ponte a un’unica corsia di sola andata verso un futuro da tabagisti”. Sono queste le dichiarazioni di Roberto Boffi, Responsabile della Pneumologia e del Centro antifumo all’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, come riportate da corriere.it – È una corsia preferenziale proprio per quei ragazzi che non hanno mai fumato. C’è di peggio: fa uso di sigarette elettroniche un maturando su tre e una percentuale non trascurabile di ragazzi non ha chiaro il contenuto di ciò che inala, ovvero se contenga solo sostanze aromatiche o anche nicotina”.

Secondo il professionista dell’Istituto lombardo, quindi, lo svapo sarebbe una sorta di anticamera della sigarette. Una conclusione che, tuttavia, non è condivisa dalla scienza in modo unanime. Anzi. Secondo un fronte italiano guidato dal duo Polosa-Beatrice, ad esempio, tale “legame” non sarebbe affatto scontato. Ma tant’è. Il dottor Boffi, tuttavia, fa una successiva considerazione.

“Bisogna scindere il discorso tra adulti forti tabagisti – così il medico, sempre come riferisce corriere.it – che potrebbero utilizzare le e-cig per smettere o per avere danni minori rispetto al tabacco, e i giovani che invece iniziano a fumare “per moda” con i dispositivi elettronici. Svapare è comunque associato a infiammazioni, una riduzione delle risposte immunitarie e a problemi dell’apparato respiratorio. Si può dire con certezza che, sia per gli adulti che ancora più per gli adolescenti, il cui apparato respiratorio è ancora in fase di sviluppo e quindi particolarmente suscettibile all’inalazione di sostanze aeree nocive, le e-cig non sono del tutto innocue, né per chi le utilizza né per chi sta vicino a chi le usa”. Giovani ed e-cig ed un futuro da possibili fumatori. Sulla stessa falsariga di Boffi, sempre come riporta la medesima testata nazionale, anche Silvia Novello, presidente di Walce, Women Against Lung Cancer in Europe.

LA PREOCCUPAZIONE DI “WALCE” “LEGAME GIOVANI-SVAPO-FUMO”

La e-cig – rivela la stessa – è una forma di familiarizzazione con un atto molto simile al fumare e questo potrebbe rendere più fragile l’argine sulla nocività delle sigarette, faticosamente costruito da scuole e famiglie. Secondo: l’uso continuativo della e-cig provoca dipendenza sia gestuale, sia fisica quando utilizzata con liquidi contenenti nicotina (non così difficili da reperire per i minorenni). È quindi probabile che i ragazzi dopo qualche tempo possano ricercare una maggiore gratificazione, anche chimico-fisica, trovandola nelle sigarette tradizionali. Ci sono comunque diversi modi per motivare un figlio e aiutarlo a dire addio alle sigarette, a iniziare dal buon esempio: tutto è più difficile – la conclusione – se i genitori stessi sono tabagisti”.

Le conclusioni dei due esponenti, si diceva, non sono espressione del pensiero di tutta la scienza. Ovvero non tutti ritengono che la e-cig sia lo step immediatamente precedente al quello del vizio del fumo. Preme, in ogni caso, precisare come sia forte l’impegno di tutto il settore svapo nel non proporre le sigarette elettroniche ai giovani e, in generale, a quanti non sono fumatori. Il “target” principe del mercato è e resta il fumatore adulto di sigarette che può trovare, nello svapo, una stampella per sottrarsi alla mortale dipendenza dalle bionde