Blitz GdF, scovate in Piemonte ricariche per e-cig non tracciate

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Non erano dotati dei dovuti contrassegni di sicurezza.

Per questo motivo la Guardia di Finanza ha dato vita ad un imponente sequestro di liquidi per inalazione. Si tratta, come riferisce l’Agenzia di stampa nazionale Ansa, di “ricariche per sigarette elettroniche non certificate e, quindi, da considerare di contrabbando”.

A finire nel mirino delle Fiamme Gialle piemontesi, nella prima mattinata di oggi, martedì 19, cinque esercizi commerciali siti nel Centro di Saluzzo, Comune di oltre 17.000 abitanti della provincia di Cuneo, che – sempre come batte l’Ansa – avevano in vendita liquidi da inalazione privi del previsto codice d’identificazione.

I controlli della Guardia di Finanza non si sono fermati al singolo negozio – fa ancora presente la medesima Agenzia di stampa – ma sono proseguiti per accertare la provenienza del materiale: le Fiamme Gialle sono risalite a due siti web che vendevano on line senza autorizzazione dei Monopoli”.

Un profilo estremamente delicato. “E’ stata ricostruita una filiera commerciale – approfondisce ancora l’Ansa – di apparecchi equivalgono a circa 10 chilogrammi di tabacchi lavorati. A ciascun negozio sono state contestate sanzioni amministrative fino a 50.000 euro”.

PER DUE LOCALI CHIESTA LA CHIUSURA

Pesantissimo l’estremo che si profila per due delle attività accertate. Per loro, infatti, le circostanze sarebbero state talmente serie da portare le Forze dell’ordine intervenute a proporne la chiusura.

Massima attenzione, come ovvio, anche sul suolo nazionale all’indomani delle note vicende americane sostanziatesi in ricoveri e decessi. Il tutto, come ormai accertato dalle stesse Autorità sanitarie Usa, a causa dell’uso di sostanze illegali reperite attraverso canali altrettanto illeciti.

Stato di allerta più che giustificato, quindi. Ciò al fine di verificare il pieno rispetto da parte degli operatori del settore dei rigidi regolamenti e delle rigide norme che disciplinano il cosmo svapo nazionale.

Vale la pena ricordare, infatti, a proposito di regole rigide, come la categoria, prima della immissione sul mercato di un determinato prodotto, debba osservare una rigida trafila di valutazioni e di autorizzazioni