Bilancio, mazzata per la sigaretta elettronica: tornano gli aumenti di Conte

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Nulla di fatto.
Resta in vigore il maxi aumento che era stato stabilito dal Governo Conte.
L’emendamento compromesso della Lega, infatti, non è passato in Commissione Bilancio nonostante fosse stato vistato positivamente dai tecnici del Ministero dell’Economia.
E’ la politica che non è riuscita a trovare l’accordo.
La proposta, di fatto, è stata sostenuta pienamente dalla sola Lega mentre i senatori del Movimento Cinque Stelle hanno fatto scelte differenti – ovviamente i fedeli dell’ex premier Conte si sono schierati in posizione contraria rispetto alla istanza di Ferrero, Testor, Tosato e Faggi, difendendo la vecchia impostazione.

RITORNA EFFICACE LA MANOVRA DEL DICEMBRE 2020

Si ripristina, quindi, l’impostazione che era stata stabilita con la Manovra approvata nel mese di Dicembre del 2020.
In base a quella norma, oltre al plus già entrato in vigore a Gennaio 2021 (congelato da un intervento Lega nella seconda metà dell’anno), scatterà con decorrenza 1 Gennaio 2022 una tassazione di 1,50 euro per i liquidi senza nicotina e di 2 euro per quelli con nicotina.
La scaletta degli aumenti si completerà allorquando, dal 1 Gennaio 2023, si andrà a 2 euro euro per i liquidi senza nicotina e a 2,50 per quelli con nicotina.
La nuova formulazione dell’emendamento dei salviniani pareva essere una soluzione utile a mettere d’accordo gli equilibri della maggioranza: i leghisti, infatti, avevano rinunciato ad una prima proposta che chiedeva di annullare totalmente gli aumenti disposti esattamente un anno fa a favore di una nuova soluzione che apriva a rincari più contenuti rispetto a quelli della Manovra firmata Gualtieri-Conte.

CLIMA ANCORA OSTILE

Tuttavia, neppure questa nuova impostazione è stata gradita alla…maggioranza della maggioranza come pareva da equilibri di appena qualche giorno addietro.
La Lega incassa e, con essa, un intero mondo di produttori, commercianti e consumatori.
Un colpo durissimo che certifica ancora una volta quanto e quale sia la diffidenza dei vertici istituzionali rispetto alla opzione del vaping che è lungi dall’essere vista come una soluzione del problema tabagismo ma come una parte del problema stesso.