Belgio, il primo presunto morto per e-cig: si continua a disinformare

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Disfattismo, titoli apocalittici. La prima vittima della sigaretta elettronica in Europa. Pare non aspettassero altro, in tanti. Ed ecco che dal Belgio rimbalza la notizia di un giovane che è morto dopo aver svapato. Ma dopo aver svapato cosa? Perchè la questione è tutta la.

Il ragazzo, a quanto pare, non aveva svapato solo roba lecita, di quella che si acquista nei negozi ufficiali, ma anche qualcos’altro. Qualcos’altro che sembrerebbe essere una miscela a base di cannabis. Ovvero roba illegale, roba che il ragazzo si sarà procurato da uno spacciatore, forse per strada, forse attraverso un canale internet illecito che “pesca” direttamente in qualche sperduto laboratorio dell’India più remota. Qualcosa che non poteva e non doveva essere svapata.

Quindi, di cosa stiamo parlando? Perchè ci si ostina a dire, anche in questo caso, che si è al cospetto di una morte per sigaretta elettronica laddove la sigaretta elettronica è stata solo un innocente tramite? Perchè demonizzare questo dispositivo giocando a metterlo sullo stesso piano delle sigarette classiche, quelle che, cioè, macinano 7,1 milioni di morti all’anno?

Ma facciamo un passetto indietro. Presso il Saint-Luc di Bruxelles arriva un 18enne con sintomi respiratori impegnativi. Si pensa ad una bronchite, poi ad una polmonite. E’ una discesa verso il basso, con l’ossigenazione che va a picco e la Terapia intensiva che accoglie il ragazzo per circa una settimana fino a quando lo stesso non muore. Perchè è morto? Si sa che il ragazzo aveva fatto uso della sigaretta elettronica, e va bene. Ma dentro che ci aveva ficcato? Il liquido lecito comprato dal negoziante o qualche altra sostanza non meglio identificata? Risposta: qualche altra sostanza non meglio (per ora) identificata che, tuttavia, sembrerebbe aver avuto una consistenza oleosa e che i medici hanno ipotizzato essere qualcosa di illecito.

Quindi, ce lo ridomandiamo, che diavolo c’entra in questa storia la e-cig? Anche in questo caso, come in quelli Usa, ci troviamo al cospetto di persone che, di fatto, si sono drogate attraverso lo strumento della sigaretta elettronica. E’ una discussione che non dovrebbe esistere, parlare di morte causata dall’uso di sigaretta elettronica è un depistaggio colossale. Per caso, se uno si scola una bottiglia di candeggina si dirà che lo stesso è morto dopo aver fatto uso di una bottiglia o si dirà che è morto perchè si è colato giù un litro di candeggina? Per caso, quando apprendiamo di una persona morta per overdose, forse diciamo che la stessa è morta dopo aver fatto uso di una siringa o, piuttosto, diciamo che è morta dopo essersi iniettata droga? La terminologia, la comunicazione sono fondamentali.

Al cospetto di questi casi, di gente che si fa del male o muore per aver svapato roba illegale-droga, il riferimento alla sigaretta elettronica andrebbe nettamente ridimensionato; e dovrebbe farsi emergere il reale motivo del danno. Ovvero l’uso di sostanze stupefacenti o simil tali.