Beatrice “Su sigaretta elettronica spesso cattiva informazione scientifica”

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Puntuale nell’analisi, il dottore Fabio Beatrice pone ancora una volta il personale “focus” su quello che è un aspetto tutt’altro che marginale. Ovvero quello relativo all’approccio medico-scientifico nella gestione complessiva della questione sigaretta elettronica.

Sulla sigaretta elettronica – evidenzia il ricercatore in una nota social – vedo troppo spesso una cattiva qualità dell’informazione scientifica che, ovviamente, porta a conclusioni personali errate. Essere informati è faticoso. Richiede costanza e studio. E poi spesso leggo ragionamenti totalmente avulsi dalla realtà clinica”.

Beatrice snocciola, come da suo costume, cifre e dati. “Fallisce oltre la metà dei tentativi di smettere presso i centri antifumo che raccolgono lo 0,05% del totale dei fumatori . Seguiamo letteralmente le linee guida ma i risultati sono questi. Su 12 milioni ne arrivano circa 14.000 ad essere ottimisti. Gli altri continuano a fumare e morire (81.000 all’anno) . Magari è il caso di volare basso e farsi delle domande . Questo teatrino ideologico appare per certi versi imbarazzante e comunque poco attento alle difficoltà ed alle fragilità delle persone che fumano e muoiono in balia di una insidiosa dipendenza nella quale la gran parte del danno la fanno i prodotti della combustione. Ogni volta che parlate di e-cig – prosegue e conclude lo pneumologo dovete ragionare in funzione ed in paragone della sigaretta. Non farlo è metodologicamente è scientificamente inappropriato”.

“PARLANDO DI E-CIG SI DEVE TENERE SEMPRE COME RIFERIMENTO IL FUMO”

Calzanti le riflessioni di Beatrice anche e soprattutto laddove pone in essere la necessità di un parametro da tenersi sempre in considerazione, nel disquisire di “svapo”, ovvero quello rappresentato dal fumo classico. Non a caso, infatti, la linea guida lungo la quale muoversi, nell’approcciare il discorso e-cig, è quella data dal concept del minor danno. Minor danno rispetto al termine di paragone delle “bionde”. Tutto va relazionato – come numeri, come certezze, come tossicità, come prospettive – alle “classiche”. Ragionare sulla sigaretta elettronica con i “paraocchi”, per dirla breve, non potrà aprire prospettive di ragionamento significative