Beatrice “Sbagliato girare spalle a fumo elettronico”

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Smettere di fumare è veramente difficile. Il 65% dei fumatori ha provato ed ha fallito. Gli stessi esperti, pur applicando le linee guida e supportando anche con farmaci il tentativo di cessazione, nel 50% dei casi non riescono a portare i fumatori ad una cessazione stabile e definitiva”.

Così il dottore Fabio Beatrice in un social-intervento domenicale.

“Chi non ce la fa – prosegue l’accademico – torna al suo consumo abituale con rassegnazione e frustrazione. Il fumatore sa che la sigaretta fa malissimo ma non riesce a sottrarsi. Non lo si aiuta giudicandolo o facendogli paura. Bisogna mettersi letteralmente dalla sua parte, intercettarne i bisogni. Il fumo elettronico è uno strumento che può diventare simbolo di alleanza, momento di cambiamento. Esprime un’attenzione di chi fuma verso la propria salute. È speranza ed apre una porta sul futuro di quella persona. Una cosa è ragionare in difesa di chi non fuma, un’altra cosa è porsi la questione di come aiutare chi fuma. Il principio di precauzione – incalza Beatrice – vale per tutti ma non può condurre alla paralisi o alla negazione del sostegno a chi tiene il problema della sigaretta. Mettere sullo stesso piano sigaretta e svapo va bene ai fini dei divieti perché è sempre bene rispettare il prossimo e tutelarlo da ogni rischio. Mettere sigaretta e svapo sullo stesso piano ai fini della tossicità è invece scorretto sul piano della scienza. Anche ieri ho passato alcune ore a leggermi i risultati delle più recenti ricerche. Il fumo elettronico non è una cosa salutare, non è un prodotto per chi non fuma, non è un modo di fumare sano. Il fumo elettronico però è certamente un prodotto molto ma molto meno tossico della sigaretta .

“Solo con regole e tasse gente continuerà a fumare e morire”.

Oramai le ricerche in questa direzione sono moltissime e convincenti. È sbagliato girare le spalle al fumo elettronico. Bisogna guardare le cose come stanno ed associare alla tutela dei non fumatori una politica di aiuto ricevibile ai fumatori. Se ci si parla e se ci si confronta, se si scende dalle sacre poltrone si può fare. Servono umiltà e confronto – la conclusioneSolo con regole, tasse e dogmi la gente continuerà a fumare ed a morire”.