Beatrice boccia emendamento ADM “Nocivo per salute pubblica”

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Beatrice "Sul Fumo Bisogna cambaire"

La proposta di emendamento alla legge di Bilancio, presentata al Senato dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scatena un terremoto nel settore svapo.
Ancora una volta, infatti, la sigaretta elettronica si ritrova minacciata da una massiccia ipotesi di rincaro in termini di tassazione.
E poco conta se la proposta di ADM sarà trasfusa effettivamente nella nascente legge contabile.
E’ la volontà dell’Agenzia, in quanto tale, a destare giustificate perplessità.
Comunque – come detto – andrà a finire.
Ad esprimere disappunto rispetto alla evoluzione in questione è Fabio Beatrice, pneumologo del Centro antifumo di Torino.
L’Agenzia delle Dogane e Monopoli – esordisce il medesimo, tra i principali teorici del “minor danno”, attraverso un messaggio postato attraverso il personale “social” – ha suggerito una proposta emendativa sulla legge di Bilancio suggerendo una brusca e violenta tassazione sui prodotti del fumo elettronico.
A titolo di esempio
– prosegue Beatrice – appare singolare che ad occuparsi della protezione dei bovini siano i macellai…
Si parla tanto di conflitto di interessi ma l’impressione è che siano proprio questi conflitti a condizionare il sistema.
E’ una misura destinata a cronicizzare il consumo delle sigarette e la mortalità per tabagismo potrà solo proseguire invariata sugli attuali numeri di circa 80.000 decessi all’anno per fumo combusto di sigaretta.

“APPROCCIO PRIVO DI SENSIBILITA'”

Non c’è alcuna visione di sistema – incalza lo pneumologo – e neppure viene difesa la salute delle persone.
E’ una visione miope ed anche frutto di incompetenza e di presumibili interessi di parte. In un momento in cui la salute dei cittadini è in pericolo per il Covid e diventa difficile curare le malattie serie come i tumori, gli infarti, gli ictus, la prevenzione andrebbe sfruttata fino in fondo.
Checchè se ne dica non è più il momento di stucchevoli confronti di teorie tra scienziati, è il momento di agire.
Davvero è incomprensibile che in un momento come questo posizioni all’inglese non siano concretamente attuate.
La riduzione di tossicità è uno strumento ancora più importante in queste contingenze.
Esprimo tutto il mio dissenso di medico e di ricercatore
– conclude Beatrice – per questo approccio che considero totalmente privo di sensibilità se non addirittura nocivo per la salute pubblica”.