Aziende svapo vendono on line a minori: maxi multa negli Usa

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Non siamo ai livelli delle maxi stangate che, da più parti, stanno piovendo su Juul Labs e che ne stanno sensibilmente “ridimensionando” le ambizioni di crescita aziendale.
Certo è, però, che manco sono bruscolini quelli che dovrà sborsare E-Juice Vapor, azienda californiana operante nel settore svapo che si è vista sanzionare pesantemente dallo Stato di Washington per non essere riuscita ad impedire che under 21 facessero acquisti di prodotti del vaping attraverso la sua piattaforma on line.
E-Juice dovrà spillare, infatti, qualcosa come 370.000 dollari per le contestazioni di cui prima: in capo alla stessa, però, anche l’aggravante – circostanza che pesa tantissimo economicamente – di non aver “collaborato” con le Istituzioni e con lo Stato nel percorso giudiziario intavolato nell’Agosto 2020, circa un anno addietro.
La rete di controllo dell’azienda, venendo alla sostanza dei fatti, per delle falle interne, non ha filtrato in più occasioni il tentativo di fare acquisto di e-liquid e di sigarette elettroniche da parte di acquirenti non “legittimati”, atteso che la possibilità è riconosciuta dalle legge dello Stato di Washington esclusivamente ai soggetti con età pari o superiore a 21 anni.

LA LUNGA TRAFILA PER ACCERTARE L’ETA’ LEGALE

In particolar modo il venditore, un pò come in Italia alla luce delle ultime “news” della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, deve azionare una serie di passaggi per accertare la adeguata età dall’acquirente.
Il venditore, oltre ad indicare chiaramente l’età minima legale per l’acquisto sul sito web, deve utilizzare un servizio di verifica, reso da terzi, che confermi il nome, l’età e l’indirizzo di residenza dell’acquirente; Verificare le informazioni sulla carta di credito; Ottenere una certificazione firmata dall’acquirente che attesti l’età legale per acquistare prodotti del vaping nonchè tutta provvedere a tutta una serie di ulteriori adempimenti.
Una batosta, in ogni caso, per E-Juice che, tuttavia, non è stata l’unica realtà produttiva a finire nel mirino degli inquirenti sempre per lo stesso “reato” di vendita on line di prodotti svapo a ragazzini.
Medesimi provvedimenti sono stati comminati anche ad altre aziende, sempre nel contesto della medesima azione e sempre contestandosi le stesse questioni.
Ma con sanzioni decisamente meno imponenti dal momento che gli inquirenti hanno potuto registrare quella collaborazione che, come detto, è mancata da parte di E-Juice.
Le altre aziende punite, si diceva, sono Vanval Vapore (30.000 dollari); Zenith (50.000); Local Vape (50.000); Northland Vapor (7.000); Wov (20.000); Vaping Zone
(40.000).