Australia “Vogliamo azzerare il consumo di sigarette”

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Il progetto è chiaramente di quelli ambiziosi.
Ovvero azzerare, praticamente, il tasso di fumatori nel Paese.
E’ questo l’obiettivo che si coltiva in Australia come da intenti del “Create”, ovvero il “Centre for Research Excellence on Achieving the Tobacco Endgam”.
Ora come ora, nella terra dei canguri, la percentuale di utilizzatori di sigarette “classiche” è pari al 15%. Non una cifra estremamente considerevole se si tiene presente, ad esempio, come in Italia i fumatori siano pari al 22% della popolazione generale.
Non numeri importantissimi – e, quindi, preoccupanti – quelli dei tabagisti australiani.
Tuttavia, le politiche antifumo nazionali mirano ad un progetto di azzeramento graduale e che abbia un suo primo “intermedio” nell’anno 2025.
Data entro la quale si punta ad aver fatto calare tale percentuale al 10.
Per cogliere tale obiettivo, si ipotizza, in primo luogo, una razionalizzazione dei punti vendita del tabacco.
Che verrebbe lasciati disponibili in alcuni luoghi particolari quali, ad esempio, le farmacie e non, come ora, in modo indiscriminato in svariate tipologie commerciali.
Successivamente, secondo la “road map” che si vaglia presso il “Create”, la vendita delle “bionde” verrebbe gradualmente dismessa.

GLI ATTUALI FUMATORI SONO 2,3 MILIONI

Ora come ora, in Australia, i fumatori – come detto rappresentanti il 15% della popolazione – sono pari, in numeri assoluti, a 2,3 milioni. Ed il vizio del fumo sembrerebbe essere causa di circa una morte su sette.
Ben venga, quindi, la politica anti-fumo sebbene ancora non tradottasi in un percorso normativo, istituzionale.
Il punto debole del discorso vive, però, nel fatto che chi prospetta un Australia senza fumo non pare presentare alternative che possano supportare i tabagisti nel processo di smoking cessation.
Ed, eventualmente, queste alternative non sembra proprio che le Istituzioni australiane potranno ricercarle nella sigaretta elettronica.
Tra divieti di commercializzazione, stop all’import e limitazioni varie, lo svapo viene combattuto con altrettante forza dalle Istituzioni dei canguri. E non offrire un “supporto” al fumatore non ottimizza, di certo, le percentuali dei successi. Una strategia monca, per così dire.
Come quella del medico che dice di volerti guarire da una malattia. Ma non ti fornisce una cura.