Australia, leggi sul vaping: arrivano super multe

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La repressione australiana sulle importazioni illegali di prodotti del vaping e sul marketing truffaldino è feroce.
Multe per oltre 170.000 dollari (equivalenti a 110.000 dei nostri euro), infatti, sono state elevate ad una azienda e a quattro persone fisiche che, a seguito di controlli, sono state ritenute colpevoli di essersi, a seconda del caso, procurate il materiale in questione senza le necessarie autorizzazioni o avere pubblicizzato lo stesso in violazione delle disposizioni sulla pubblicità.
Come noto, con decorrenza 1 Ottobre, in Australia non è più possibile acquistare dall’Estero, per il tramite del web, sigarette elettroniche e relativi liquidi in mancanza di una apposita certificazione medica.

NUOVA NORMATIVA IN VIGORE DAL 1 OTTOBRE

Una “stretta” ulteriore rispetto allo stato di cose precedente che consentiva, infatti, fino a tutto il mese di Settembre 2021, di procurarsi il materiale in questione, tramite i canali dell’on line, presso venditori stranieri – prevalentemente neozelandesi.
In pratica, si è provveduto ad estendere anche agli acquisti a mezzo internet la normativa che già era vigente per quel che riguarda le farmacie territoriali, unici punti autorizzati alla vendita, dove e-cig ed e-liquidi si possono acquistare esclusivamente previa presentazione di ricetta medica.
Dal 1 Ottobre, come detto, l’ulteriore giro di vite.
Ed i controlli e le sanzioni sono stati tosti.

UNA SOLA AZIENDA HA BECCATO 100.000 DOLLARI DI SANZIONE

Un’azienda si è beccata, come detto, 100.000 dollari di ammenda, tondi tondi.
Quattro persone, invece, si sono viste comminare, complessivamente, 70.000 dollari di multa.
In alcuni casi, i filtri alla frontiera e l’apertura a campione di pacchi in entrata hanno consentito di rinvenire merce comperata, appunto, presso società estere priva della ricetta di accompagnamento.
In altri casi, invece, è stata beccata e multata una diversa tipologia di trasgressore che faceva pubblicità di tali prodotti a base di nicotina attraverso i canali del web, una forma di marketing di cui è fatto esplicito e severo divieto.
In definitiva, in Australia la stretta non è solo teorica ma, purtroppo per gli svapatori, anche “reale”. Laddove reale fa rima con maxi multe.