Australia, calano i fumatori ed aumentano i vapers

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Arrivano buone notizie dall’Australia.
Nella terra dei canguri, infatti, aumentano gli adulti che svapano e, di pari passo, diminuiscono coloro i quali sono fumatori.
E la buona notizia pare vivere proprio nella relazione tra i due “trend”.
Il risultato emerge dall’approfondimento condotto dall’ “Australian Institute of Health and Welfare”, Agenzia che, con cadenza triennale, conduce lo specifico approfondimento. Ebbene, i dati del triennio 2016-2019 palesano in modo chiaro come in tutte le fasce di età vi sia stato un aumento nei consumi delle sigarette elettroniche, in particolare in quella dei giovani adulti.

I risultati hanno rivelato come, con riferimento all’anno 2019, il tasso di fumo quotidiano tra gli adolescenti fosse pari al 3,7%; al 10,7% tra i ventenni ed all’11,6% tra i trentenni. Percentuali dimezzatesi rispetto ai rilievi condotti nel 2001 tra le medesime fasce di età.
Un dato decisamente positivo poiché il calo della percentuali di “afiocionados” del fumo va comunque salutato con favore.

MA RESTA LO SCETTICISMO DEGLI AMBIENTI AUSTRALIANI

Gli australiani, però, invece di cogliere l’aspetto positivo della vicenda, hanno preso a preoccuparsi del fenomeno legato all’aumento del vaping.
“Sebbene vengano commercializzate come un’alternativa più sana rispetto alle sigarette tradizionali, le sigarette elettroniche non sono innocue ed il loro uso comporta rischi per la salute che possono essere significativi”. Così ha affermato la dottoressa Michelle Jongenelis, Direttore del “Center for Behaviour Change” dell’Università di Melbourne.

Una impostazione di ragionamento che è infarcita, come evidente, di pregiudizi.
Basta leggere il successivo passaggio della medesima dottoressa Jongenelis
“Le conseguenze a breve termine dell’uso sono note da un pò di tempo ed i dati sulle conseguenze sulla salute a lungo termine dell’uso di sigarette elettroniche stanno iniziando a emergere, con studi che collegano lo svapo alla morte cellulare e all’aumento del rischio di malattie cardiovascolari e cancro”.
Secondo la professionista australiana, le sigarette elettroniche favorirebbero l’insorgenza di cancro e di malattie cardiovalscolari.
Sarebbe interessante apprendere le “fonti”, sarebbe interessante apprendere la caratura di queste eventuali fonti, il loro grado di affidabilità, la loro indipendenza.
Certo è che diffondere informazioni di tale tipologia determina un danno notevole e reale ai consumatori che sono portati a credere, realmente, che le sigarette elettroniche possano causare danni alla stregua delle “classiche”.
Finendo per non prendere in considerazione una soluzione che, invece, può aiutare nei processi si smoking cessation con conseguenti benefici in termini di minori mortalità e morbilità