Australia, blocco import sigarette e liquidi: se ne riparla nel 2021

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Se ne riparlerà a Gennaio 2021. Forse.
La pressione dell’opinione pubblica e quella posta in essere anche all’interno del Parlamento ha portato il Governo australiano a più miti consigli.
Il divieto di importare nel territorio nazionale sigarette elettroniche e relativi liquidi a base di nicotina, infatti, non diventerà esecutivo nella giornata di domani – 1 Luglio – ma, al momento, al primo giorno del prossimo anno.
Un rinvio di sei mesi quello concesso dal Ministro della Salute ufficialmente per consentire alla Therapeutic Goods Administration di condurre un ulteriore approfondimento sulla sostanza-nicotina e sul relativo impatto, in termini di tossicità, a carico della salute umana.

E’ chiaro, tuttavia, come l’extra time sia da considerare quale pausa di riflessione per concedersi una quanto mai opportuna fase di ragionamento supplementare.
In effetti, la iniziale tempistica delle misure appariva essere tanto drastica quanto temporalmente stretta.
Nell’arco di pochi giorni, infatti, sarebbe divenuto esecutivo il divieto in termini di import con mezzo milione di fumatori che si sarebbero ritrovati, più o meno d’improvviso, senza il proprio dispositivo.

A SPAVENTARE IL GOVERNO ANCHE LO SPETTRO-CONTRABBANDO

E sanzioni pesantissime (quantificabili in 135.000 euro per ciascun prodotto “beccato”).
E se per qualcuno, per così dire, quello del vaping poteva essere un piacevole vezzo, per qualcun altro, invece, lo stesso era un vero e proprio strumento di smoking cessation.
Ed è vero – si – riguardo a quest’ultimo aspetto, come la norma prevedeva per quanti in terapia anti-fumo di potersi vedere importati sigaretta e liquidi grazie a speciali canali sanitari; Ma è anche vero, d’altra parte, come tale procedura sembrava presentarsi abbastanza lunga e farraginosa.

La verità dello stand by, in definitiva, pare vivere nella importante pressione, generatasi anche in ambienti extravaping, tanto “civili” quanto politici, tesa a chiedere una fase di riflessione ulteriore e non un vero e proprio colpo di spugna.
Lasciare centinaia di migliaia di persone senza il loro “supporto” potrebbe determinare un pericoloso ritorno al fumo di sigaretta – come annotato dai contestatori della misura – ma anche un pericoloso fiorire del mercato parallelo dei liquidi illegali.
E si sa quanto possa essere pericolosa, vedi il caso Evali in Usa, la circolazione di prodotti non controllati, non conformi, non rispettosi dei parametri di sicurezza e, per di più, affidati alle mani di persone senza eccessivi scrupoli