Aumentano i consumi di sigarette: colpa delle campagne anti-svapo

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Dicono di voler contrastare l’aumento del fenomeno fumo.
Ma, alla fin fine, volenti o nolenti, non fanno altro che fargli un gran favore.
E’ questo quello che si sta verificando (anche) negli Stati Uniti d’America dove, dopo due decenni in costante discesa, è tornato a salire il consumo di sigarette tradizionali.
E la causa di ciò sarebbe da ricercare, senza ombra di dubbio, “nelle crociate che si stanno conducendo contro le alternative più sicure”.
Ad affermarlo è Yaël Ossowski, Vicedirettore del Consumer Choice Center.
La crescita nei numeri del tabagismo è, purtroppo, un dato che non sorprende gli esperti del minor danno da fumo: esperienze che si stanno susseguendo in vari contesti statali, infatti, stanno dimostrando come, laddove si contrasta la circolazione dei prodotti del vaping si assiste ad un doppio fenomeno: aumento del contrabbando e, appunto, aumento dei fumatori.
Anche negli Usa, dove opinione pubblica e norma non sono certo amiche della e-cig, si sta avendo il medesimo effetto.

UN FRITTATONE AMERICANO

Ed è un gran bel frittatone se è vero che, come prima detto, i consumi delle bionde erano in calo da ben venti anni.
Ora, invece, tra il 2019 ed il 2020 il mercato è cresciuto dello 0,4 percentuale arrivandosi ad un consumo di 203,7 miliardi di unità.
Questo è il primo aumento delle vendite registrato negli ultimi venti anni – denuncia Ossowski – E la colpa è tutta della lobby della salute pubblica”.
Il Consumer Choice Center punta il dito contro la campagna di demonizzazione che viene condotta “da enti di salute pubblica, gruppi antifumo e giornalisti alleati” che “hanno cercato di convincere il pubblico che non solo fumare è nocivo e pericoloso ma anche che dispositivi alternativi alla nicotina come prodotti per lo svapo, sacchetti di nicotina e tabacco riscaldato siano altrettanto o addirittura più rischiosi di un pacchetto di sigarette”.
Questi gli effetti delle campagne condotte dai vari haters dello svapo.
Ma state certi che vi sarà sempre qualcuno che sarà pronto ad attribuire la “colpa” del plus delle bionde alle sigarette elettroniche.