Aromi e-liquid, il Mohre scrive alla Kiriakydes “Strumento prezioso”

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“Aggiornare la valutazione in funzione della più recente letteratura scientifica e valutare l’opportunità di adattare la legislazione di riferimento a considerazioni che abbiano come primo obiettivo la salute dei cittadini;
Consentire l’utilizzo degli gli aromi in quanto utili alla transizione (o cessazione) dal fumo tradizionale verso soluzioni meno dannose;
Valutare l’uso di aromi come uno strumento prezioso per la salute pubblica – non a caso gli aromi sono impiegati anche nei prodotti di Terapia Sostitutiva della Nicotina presenti nella lista dei farmaci essenziali dell’Oms;
Promuovere la ricerca per garantire il massimo livello di sicurezza degli aromi usati nei prodotti alternativi a base di nicotina”.

Sono questi i capisaldi della richiesta che il Mohre, nella persona del Direttore del Board scientifico, professore Fabio Beatrice, ha avanzato sotto forma di una lettera aperta posta all’attenzione del Commissario Stella Kiriakydes – European Commissioner for Health and Food Safety Ue.
Il nodo è quello relativo alla questione degli aromi (o gusti o sapori che dir si voglia) dei liquidi per sigaretta elettronica sui quali rischia di abbattersi la stretta dell’Europa.
Liquidi che, invece, come viene spiegato nella lettera aperta, rappresentano uno degli argomenti principali nei percorsi di smoking cessation.

“All’interno dell’Ue – recita il testo della lettera indirizzata all’altissimo funzionario dell’Unione europea – il tabacco tradizionale ed i prodotti alternativi di nuova generazione (sigaretta elettronica e tabacco riscaldato) sono regolamentati dalla Direttiva 2014/40/UE (c.d. “TPD”), che si propone di garantire il corretto funzionamento del mercato interno e un elevato livello di protezione della salute.
Al paragrafo 1 dell’articolo 7 la TPD vietava la commercializzazione di prodotti del tabacco con aromi caratterizzanti, tuttavia, i prodotti diversi dalle sigarette erano stati esentati dal divieto, sino a quando non si fosse verificato un ‘cambiamento sostanziale nella loro diffusione’.
Il 9 febbraio la Commissione informerà gli Stati membri dei calcoli che evidenzierebbero quel ‘cambiamento delle circostanze’ in termini di diffusione sul mercato, che aprirà al divieto di usare aromi nei prodotti a tabacco riscaldato.
Gli aromi usati nei prodotti alternativi sono legati in maniera indissolubile alla transizione verso prodotti potenzialmente meno dannosi ed alla cessazione. L’introduzione del menzionato divieto innescherebbe inoltre la crescita del mercato nero ed un ritorno al tabacco tradizionale.


In un recente studio svolto negli Stati Uniti, 2159 giovani adulti sono stati intervistati in merito all’impatto delle restrizioni di vendita sugli aromi prodotti per sigarette elettroniche. Se gli aromi fossero limitati ai soli aromi di tabacco, il 33,2% degli utenti di sigarette elettroniche ha riferito di avere probabilità̀ (molto/abbastanza) di ricadere in sigarette.

Se le sigarette elettroniche fossero totalmente vietate, il 39% ha riferito che sarebbero tornate al fumo.
Gusto e odore sono due elementi centrali nella dipendenza da sigaretta e sono gli elementi a cui il fumatore non riesce a rinunciare perché fanno parte della gratificazione.
Il successo dei prodotti alternativi è data proprio dalla possibilità di mantenere almeno per un certo periodo di tempo oralità e gestualità da cui sono dipendenti psicologicamente.

La riduzione del danno è praticata in molti settori della salute pubblica (droghe illecite, salute sessuale, HIV) e la Convenzione quadro sul controllo del tabacco (articolo 1d) la riconosce come a componente del controllo del tabacco.
Per centinaia di milioni di persone che lottano per smettere di fumare o vogliono per continuare a utilizzare la nicotina, questi prodotti rappresentano un significativo percorso aggiuntivo per sfuggire a modi più letali per usare la nicotina”.
Quindi le richieste come in esordio richiamate.
Palla a Bruxelles, sperando che non facciano autogol.