Arezzo come Milano: il sindaco vuole città senza fumo

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Anche Arezzo vuole dire no al fumo nei luoghi pubblici all’aperto.
E’ questa l’intenzione che coltiva il Primo Cittadino della realtà toscana, Alessandro Ghinelli.
Il massimo esponente cittadino, in particolare, ha evidenziato come in occasione della prossima seduta del Consiglio comunale lo stesso si farà promotore di proposta avente ad oggetto la eliminazione del fumo di sigaretta (nessun riferimento, per il momento, allo svapo) da luoghi di aggregazione quali fermate di bus e stadi.
Una decisione che, si affretta a spiegare il massimo esponente aretino, non è da “confondersi” con quella di altri Centri – molti, ormai, in tutta Italia – che hanno “stretto” sul fumo quale misura anti-Covid, bensì come un provvedimento che prescinde dal corrente momento epidemico.
Svariati sindaci, infatti, stanno, con proprie ordinanze, vietando ai rispettivi cittadini di fumare negli spazi pubblici all’aperto dal momento che questa pratica si presenta, ovviamente, come incompatibile con il corretto uso della mascherina.
Non è il caso di Arezzo dove, piuttosto, si guarda ad un modello Milano, realtà che punta – entro l’anno 2025 – a rendersi libera, nei suoi spazi “open air”, dalle “bionde”.

SINDACO “SCELTA DI CIVILTA'”

“Se dobbiamo fare una scelta di civiltà – ha commentato la fascia tricolore a “corrierediarezzo.corr.it” – dobbiamo fare come ha fatto Milano e porrò questo al Consiglio comunale”.
“Io credo – ha ulteriormente rimarcato Ghinelli – che la nostra città sia matura per fare un passo del genere.
Non è divieto assoluto di fumare, ma è limitato a certe occasioni in cui non siamo in presenza di altri e soprattutto diventa l’occasione per eliminare il fumo nei luoghi di affollamento come appunto le fermate degli autobus. Quindi studieremo attentamente come proporlo”.

Arezzo, quindi, potrebbe essere la prima città toscana ad avviarsi verso questo percorso virtuoso.
Parola, quindi, al parlamentino cittadino sebbene il gioco parrebbe già fatto potendo contare il massimo esponente municipale – come ovvio che sia – sul sostegno pieno della sua maggioranza.