Anti-fumo, il Nord Europa fa scuola

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Fumo killer. Le sigarette classiche, infatti, sarebbero responsabili del 16,4% delle patologie cardiovascolari e del 23,7% di tumori che si riscontrano nei Paesi del Nord Europa e, per la precisione, in Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia. Con percentuali estremamente più alte con specifico riguardo alla particolare categoria delle donne danesi.

Ad approdare a questa conclusione lo studio “Global Burden of Diseases, Injuries and Risk Factors”. Approfondimento pubblicato sulla rivista internazionale The Lancet – spiegano dalla Lega italiana anti fumo – “che si basa sulla classificazione dei fattori di rischio e della cause di malattia in quattro livelli distribuiti in ordine crescente. In particolare, i risultati presi in oggetto riguardano 167 cause dirette e 39 fattori di rischio generali della popolazione appartenenti al livello 3. Analizzando sia la popolazione maschile che quella femminile – proseguono dalla Liaf – è emerso che il fumo è il fattore di rischio numero uno per l’incidenza di patologie di diverso tipo per entrambi i sessi in tutte le nazioni studiate, a parte per i maschi in Svezia (secondo posto) e per uomini e donne in Finlandia (quarto posto). 

IL FUMO? UN VIZIO DA ADULTI

Negli stessi Paesi scandinavi, ancora, il fumo continua ad essere un vizio da adulti con i giovani che si mostrano decisamente meno attratti dalle bionde. Come giustamente osservano dalla Liaf, quindi, si può ipotizzare, in forza di questa “proiezione”, che lo specifico vizio sia destinato ad andare ad esaurimento man mano che progrediranno le generazioni. Ciò anche e soprattutto grazie alle attente politiche di sensibilizzazione anti-fumo che da anni si stanno conducendo con specifico e mirato riguardo alle fasce “verdi” della popolazione. Occhio speranzoso rivolto al futuro quello che si leva dal Nord Europa: tra le 13 Nazioni al mondo che, tra il 1990 e il 2015, hanno mostrato una flessione nella diffusione del fumo figurano, infatti, tutti e cinque i Paesi nordici

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