Anafe raccomanda “Non modificate liquidi”

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Attenersi al mercato ufficiale e non giocare al “Piccolo chimico”. Umberto Roccatti, presidente di Anafe Confindustria – Associazione nazionale produttori fumo – ricorda agli svapatori italici le buone pratiche per uno pratica del fumo elettronico che sia in massima sicurezza. Ciò, ovviamente, alla luce dell’ “allerta” fatta risuonare dall’Istituto superiore di Sanità sulle sigarette elettroniche. Laddove, tuttavia, è da rimarcare, sottolineandolo decine di volte, come l’allerta riguardi l’uso improprio che si fa delle e-cig. E non i dispositivi in quanto tali. Ed è proprio questo quello che sottolinea Roccatti “Come Anafe invitiamo ancora una volta tutti i vapers, per gli acquisti di sigarette elettroniche e di liquidi, ad affidarsi esclusivamente a canali e rivenditori autorizzati, evitando l’acquisto di prodotti provenienti da canali illeciti ed evitando allo stesso tempo di modificare in alcun modo i liquidi acquistati dai rivenditori autorizzati”.

Così l’esponente a “Quotidiano Sanità”. Il vertice Anafe prosegue “Non solo è fondamentale continuare a vigilare sul mercato, ma ugualmente importante è continuare a garantire una corretta informazione sulle sigarette elettroniche e sul loro utilizzo come prodotti a rischio ridotto nella lotta al fumo tradizionale. Dobbiamo evitare che coloro che hanno intrapreso una strada per cercare di smettere di fumare tornino sui propri passi, tornando a usare le sigarette tradizionali il cui consumo provoca, ogni anno e solo in Italia, 80.000 morti.

“NOSTRI PRODOTTI SOTTOPOSTI A RIGOROSA NORMATIVA”

Come Anafe – incalza Roccatti – siamo stati e saremo sempre a disposizione delle Istituzioni per lavorare insieme e tutelare la salute e l’incolumità di tutti i consumatori. Questo è un tema che necessita di un’informazione obiettiva e chiara, come quella riportata dall’Istituto statunitense Center for Disease Control and Prevention, in accordo con la Food and Drug Administration, a proposito dei casi registrati in America negli ultimi mesi: le patologie riscontrate sono legate all’utilizzo di liquidi contenenti Thc, sostanza vietata in Italia all’interno dei liquidi da inalazione. Crediamo sia estremamente importante – la conclusione – ribadire che i prodotti commercializzati nel nostro Paese, a differenza di quelli statunitensi, sono sottoposti a una rigorosa normativa”.

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