Ambiente: filtri bio, un’arma nella guerra alle cicche

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Cicche ed estate, un incrocio altamente pericoloso.
Ebbene si perchè, al di la degli aspetti relativi alla salute (drammatici quanto ben noti), al consumo delle sigarette è legato un ulteriore aspetto “critico”.
Che è quello ambientale.
Il problema non è quello delle cicche in se quanto quello della loro dispersione, fenomeno che conosce il suo momento di “punta” durante la stagione estiva.
E, per ovvi motivi, sulle spiagge.
Nel contesto marino, tra un tuffo ed un altro, tra una limonata ed una cedrata, sono in tantissimi a concedersi una bionda e sempre tantissimi quelli che usano seppellire le cicche nella sabbia.
Una pratica che, solo negli ultimi due, tre anni circa si sta tentando di arginare tramite ordinanze anti-fumo sui litorali.
Le cicche, quindi.

GLI ITALIANI PRODUCONO 68 MILIARDI DI CICCHE ALL’ANNO

Un eco-incubo se è vero che gli italiani ne producono 68 miliardi in un anno, che i residui impiegano fino a dodici anni a disperdersi nell’ambiente e che, nel frattempo, diffondono nelle acque e nella terra sostanze “salutari” come benzene, ammoniaca e acido cianidrico.
Se la speranza e l’obiettivo (o utopia?) dovrebbero essere un mondo senza fumo, è anche vero che, nel frattempo, un soccorso, quanto meno all’ecologia, può venire da trovate come quella della Greenbutts.
L’azienda Usa si è inventata, infatti, i filtri biodegradabili.
Una miscela di materiali in fibra alimentare tra cui lino, cotone e canapa senza composti artificiali o residui chimici.
Una soluzione pensata, spiegano dall’azienda produttrice, “per consentire la stessa esperienza sensoriale”.

LA “TROVATA” DI GREENBUTTS

Tali filtri, riferiscono da Greenbutts si disperdono nell’acqua in pochi minuti e si degradano nel compost entro sette giorni rispetto ai 10-15 anni come nel caso dei filtri tradizionali in acetato di cellulosa.
“Abbiamo trascorso gli ultimi dieci anni alla ricerca incessante del perfetto filtro biodegradabile per sigarette”, ha affermato Tadas Lisauskus, co-fondatore e Ceo di Greenbutts.
Che ha proseguito.
“Ora che il nostro prodotto brevettato è pronto per la commercializzazione, siamo molto lieti. I tradizionali filtri per sigarette in acetato di cellulosa sono tra gli articoli più comunemente gettati a livello globale e ci impegniamo per eliminare l’inquinamento ambientale causato da mozziconi di sigaretta gettati in modo improprio”.