Al Nord il primo Comune che vieta le sigarette elettroniche all’aperto

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C’è un primo Comune in Italia che vieta le sigarette elettroniche, causa Covid, all’aperto.
Si tratta di Vedano Olona, provincia di Varese, che ha posto la particolare restrizione con una ordinanza comunale, la numero 88/2020.
Le prescrizioni riguardano i parchi gioco entro i quali, come stabilito nell’atto municipale, potrà accedere un “numero massimo di bambini contemporaneamente pari a cinque”.
Oltre a questo l’obbligo di “accompagnamento di ogni bambino da un adulto supervisore che deve costantemente vigilare sulla condotta del minore”. 
In più, ovviamente, l’uso delle mascherine per gli over sei e, per quanto possibile, attenzione al distanziamento.
Ma non è tutto: l’ordinanza contempla, infatti, anche il divieto di fumo e di utilizzo della sigaretta elettronica all’interno delle aree giochi cittadine e nelle immediate vicinanze delle stesse.
L’Ente guidato dal Primo Cittadino Cristiano Citterio, che bene fa, sia chiaro, ad adottare condotte di prudenza e di responsabilità in ottica di contrasto al fenomeno epidemico, pone tuttavia un record.
Esso è, infatti, il primo paese in Italia a vietare l’uso della sigaretta elettronica in un contesto “open air”.
Se, infatti – vedi i recentissimi casi di Milano e di Torino – erano venute delle strette, sempre con riferimento ad ambienti pubblici all’aperto, queste avevano riguardato e sempre e solo il fumo di sigaretta classica.

LO SVAPO NON VEICOLA IL COVID

In più, vi è anche un’altra considerazione: l’ordinanza, come detto, muove dalla necessità di prevedere misure anti-Coronavirus nel momento in cui ci si trova a frequentare aree comuni come quella di un parco giochi.
Perchè, quindi, vietare le sigarette elettroniche? Le sigarette sono, forse, possibili vettori di diffusione del virus?
La scienza, al riguardo, ha già stabilito come la nube di svapo non diffonda virus dal momento che la medesima contiene liquido e solo in una percentuale minima saliva.
Comunque, in quantità non tale da determinare, sempre che lo svapatore sia un positivo, pericolo per chi sia nei paraggi.
Se, poi, il divieto di sigarette (elettroniche o classiche che siano) è imposto poiché l’uso delle stesse è evidentemente incompatibile con le corrette modalità di calzare la mascherina, ebbene, in tal caso, si sarebbero dovute indicare nell’ordinanza tutte le altre attività che pure interferiscono con l’adeguato uso dei dispositivi di protezione (ad esempio, mangiare un gelato).
In ogni caso, si può stare tranquilli: la nube dello svapo, anche se lo svapatore ne sia portatore, non diffonde virus alcuno. Che sia un “Corona” o altro più banale.