Addio sigaretta elettronica, si torna a fumare: gli effetti delle folli leggi indiane

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I dati drammatici dell’India.
Ancor più drammatici da quando la legislazione nazionale ha incredibilmente previsto l’introduzione di restrizioni sulla sigaretta elettronica.
Un intervento normativo scellerato che si è sovrapposto ad un contesto sociale che vantava già i numeri dei fumatori tra i più alti al mondo ed un sistema sanitario incapace di dare disposte adeguate e tempestive sui grandi numeri.

SONDAGGIO SHOCK

Un recente sondaggio – ideato dalla Campaign for Tobacco-Free Kids e condotto in collaborazione con la National Law School of India University, incentratosi su persone di età compresa tra i 18 ei 34 anni – ha evidenziato, infatti, come il 94% dei vapers indiani abbia rinunciato alle sigarette elettroniche e ad altri sistemi elettronici di erogazione della nicotina a seguito dell’intervenuto divieto del 2019 finendo per fare ritorno al consumo del tabacco.
Lo sostiene il BangaloreMirror.
Il 2019, appunto.
Data che ha segnato l’entrata in vigore del ban totale su prodotti del vaping e del tabacco riscaldato, considerati in poche parole fuorilegge, illegittimi nella commercializzazione e nell’utilizzo.
Una vera e propria follia che fu, in un festival dell’assurdo, oggetto di plauso da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità che, nel rivolgersi al Ministro della Salute indiano Harsh Vardhan, ebbe a sottolineare come “la sua leadership è stata determinante nella legislazione nazionale del 2019 per vietare le sigarette elettroniche e i prodotti del tabacco riscaldati”.
Una vera e propria follia, si diceva, se si considera che già nel 2019 l’India galoppava su livelli di 100 milioni di fumatori e di un milione di morti fumo correlate su base annua.

LAVAGGIO DEL CERVELLO: LA METÀ DEGLI INTERVISTATI CREDE CHE LA SIGARETTA ELETTRONICA FACCIA MALE

Tutto questo non bastava, evidentemente, al Governo indiano che, con le restrizioni del 2019, ha dato un’ulteriore accelerata al tasso dei fumatori e, soprattutto, contribuito a diffondere credenze del tutto destituito di fondamento sulla sigaretta elettronica.
Lo stesso sondaggio ha anche dimostrato, infatti, come oltre il 56% degli intervistati creda ormai che vi sia un rischio per la salute nell’utilizzo dei prodotti “Ends”.
Un vero e proprio lavaggio del cervello che si nutre anche dello scarso accesso all’informazione e che si fa le beffe degli interessi della pubblica salute.
Inutile dire, ovviamente, che alcun provvedimento, né fiscale né di altro genere, sia stato assunto negli ultimi anni per contrastare il fenomeno fumo.