Accuse del Lancet, il Coehar replica “Falsità”

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Incredibile ma vero.
“Lancet Oncology” lancia accuse gravissime all’indirizzo di ricercatori del Coehar.
Accuse che piovono ingenerosamente ed in modo – riteniamo – del tutto infondato su quella che è eccellenza della scienza nazionale.
Stesso il Centro di ricerca guidato dal professore Riccardo Polosa a spiegare la situazione attraverso il sito web istituzionale.
“Lo scorso Giugno – si spiega nella nota del Coehar – il Lancet ha pubblicato un articolo circa i conflitti di interesse all’interno della ricerca scientifica nel campo del tabacco, che era in gran parte impreciso e connotato da un forte carattere diffamatorio.
Nel testo –
spiegano – venivano presi di mira alcuni ricercatori del Coehar con accuse ad hominem, secondo le quali si dichiaravano legami non divulgati con l’industria della riduzione del danno, gettando discredito persino sul centro stesso, inclusa il suo network internazionale, avanzando accuse false e infondate.

“OBIETTIVO E’ RIDURRE DEVASTAZIONE FUMO”

Ricardo Polosa, fondatore del Coehar, e Giovanni Li Volti, direttore del Centro, hanno informato il The Lancet Oncology che l’articolo era potenzialmente dannoso per la reputazione del Cohar e dei suoi ricercatori, e mostrava inoltre diverse violazioni etiche, falsità da parte dell’autore, peccando dell’elementare accortezza giornalistica di ricercare la risposta del centro di ricerca prima della pubblicazione”.
Quindi, la rettifica attraverso la quale, fondamentalmente, si spiega dal Coehar come “I ricercatori chiamati in causa hanno sempre reso noti i propri conflitti di interesse” e “non lavorano per gli interessi dell’industria del tabacco” nonchè che “l’obiettivo del Coehar è aiutare i fumatori e ridurre la devastazione causata dal fumo di sigaretta”.
Tuttavia, come espone Polosa, “diversi punti importanti non sono stati pubblicati nella nostra risposta.
La decisione di pubblicare l’articolo senza darci la possibilità di affrontare e chiarire le accuse è stato un comportamento discriminatorio e ha configurato una condotta etica scorretta secondo le linee guida del Committee on Publication Ethics. Hanno voluto ignorare ciò”.

“CONFLITTO DI INTERESSE INVOCATO CONTRO RICERCHE CHE NON SOSTENGONO”

“L’obiettivo scientificamente legittimo di denunciare interessi in conflitto è degenerato in uno strumento politico di abuso e censura – ha spiegato, invece, Li Volti – I nostri detrattori utilizzano il termine conflitto di interessi per cercare di censurare qualsiasi ricerca che non sostengono.
Se alcune persone spendono così tanto tempo e sforzi per cercare di screditare il nostro lavoro, invece di impegnarsi ad ingaggiare un dibattito scientifico civile, ciò significa che il nostro lavoro è fondamentale!”.
“Nei campi di ricerca fortemente politicizzati
– chiudono dal Coehar – tutti hanno conflitti di interesse e, molto spesso, i più importanti di questi conflitti sono ideologici o tribali, non finanziari.
Solitamente i detrattori insistono sul non avere interessi in conflitto, anche quando loro stessi e chi li finanzia hanno forti legami con particolari posizioni ideologiche”.