Abruzzo, 200 chili di tabacchi illeciti scovati in esercizi commerciali

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Oltre duecento chilogrammi di tabacchi, sequestrati in Abruzzo, sono stati distrutti su disposizione del locale riferimento della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Ne da annuncio la stessa Agenzia fiscale con apposito comunicato stampa.
“In questi giorni – viene reso noto – sono stati compiuti gli atti conclusivi delle attività di sequestro e confisca di circa 200 chilogrammi di tabacchi, venduti illegalmente all’interno di esercizi commerciali sul territorio della regione Abruzzo, che hanno impegnato funzionari Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in
servizio presso l’Ufficio dei Monopoli per l’Abruzzo di Pescara, nelle operazioni propedeutiche per la distruzione degli stessi.
L’attività – è ulteriormente esposto – che ha avuto conseguenze sia in sede penale che amministrativa, è stata svolta, di concerto con i Comandi della Guardia di Finanza di Pescara, Ortona (provincia di Chieti) e Nereto (provincia di Teramo), nell’ambito
delle attività di contrasto alla messa in commercio di tabacchi di contrabbando o tabacchi venduti senza autorizzazione.

OPERAZIONE ADM

Pertanto, a seguito dei provvedimenti di confisca e distruzione, autorizzati dall’Autorità
giudiziaria e amministrativa, i colli contenenti i tabacchi confiscati sono stati trasportati presso il Deposito Reperti di Contrabbando dell’Agenzia delle Accise delle Dogane e dei Monopoli, Sezione Operativa di Adria, dove si procederà alla loro distruzione”.
Fin qui la nota Adm che viene all’indomani dell’approfondimento Bat che ha fotografato a sua volta, con importante precisione, il fenomeno del contrabbando sul territorio nazionale.
Il contrabbando, appunto.
La nota Adm, infatti, fa riferimento, come prima detto, a “prodotti venduti illegalmente all’interno di esercizi commerciali sul territorio della regione Abruzzo”.
Esercizi commerciali, appunto.
La circolazione di siffatta tipologia di merce, infatti, non è avvenuta per le strade o attraverso qualche sito pirata bensì per il tramite di esercizi commerciali che non sono meglio specificati nella loro specifica tipologia.
Alle Forze dell’Ordine il merito di avere scovato questo mercato parallelo, a quanto pare, alquanto radicato.