Abbassare l’iva sui prodotti dello svapo al 5%: la proposta al Governo inglese

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La Local Government Association ha esortato il Governo inglese a tagliare l’iva sui prodotti dello svapo.
La richiesta viene dall’Ente nazionale di appartenenza degli Enti locali, sodalizio che raduna 339 Consigli inglesi e 22 Consigli gallesi attraverso la Welsh Local Government Association.
Il sodalizio, nello specifico, attraverso una nota ufficiale, ha chiesto di abbassare l’imposta sul valore aggiunto dall’attuale 20 percentuale al 5.
Si tratta di un accorgimento che, ovviamente, renderebbe senza’altro più concorrenziale il prezzo dei dispositivi del vaping incoraggiando, in un certo senso, il consumatore a transitare dalla sigaretta classica a quella elettronica.
Laddove, infatti, al di la dell’incentivo in termini di guadagnata salute, se ne deve proporre anche uno di convenienza economica.

ATTUALMENTE L’IMPOSTA E’ AL 20

Ora come ora, vi sono prodotti nel mercato – come gomme e cerotti alla nicotina – che fruiscono già del beneficio fiscale dell’iva al 5, prerogativa che, per legge, viene riservata ai “prodotti farmaceutici progettati per aiutare le persone a smettere di fumare tabacco”.
La Local Government Association chiede che questo regime possa essere esteso anche al settore del vaping.
Ci sono prove crescenti – ha commentato il Presidente del Consiglio del benessere, David Fothergill – che le sigarette elettroniche, insieme ad altro supporto dedicato, agiscano come un importante gateway per aiutare le persone a smettere di fumare, cosa che riduce le malattie gravi e la morte abbattendo allo stesso tempo la pressione sui servizi sanitari e assistenziali”.
Intanto, l’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari ha fatto presente come tutti i prodotti dello svapo approvati ed immessi in commercio saranno puntualmente messi a disposizione dei medici per la prescrizione sulla dedicata piattaforma.
Questo Paese – ha dichiarato l’ex Segretario alla Salute Sajid Javid – continua a essere un leader globale nel settore sanitario”.
In attesa di comprendere se Londra andrà ad accogliere la richiesta, già depone bene il fatto che si possa aprire un dibattito in tal senso.