E-liquid, consumatori ignorano differenza tra mercato lecito e contrabbando

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Una volta il contrabbando era cosa che si “consumava” in pittoreschi vicoletti, principalmente su bancherelle che esponevano la “mercanzia” a prezzi decisamente più ridotti rispetto a quelli del mercato ufficiale.
Oggi, invece, il contrabbando si è “smaterializzato” volando anche attraverso pc, tastiere e gli oceani illimitati del web.
Una volta, ancora, il contrabbando si “faceva” esclusivamente sui pacchetti di sigarette; Oggi, invece, potere della evoluzione del mercato, il business del “nero” ha sconfinato anche nell’ambito dei nuovi prodotti, ovvero in quello delle alternative al fumo.
I numeri esposti in Senato, come da relazione Bat-Intellegit, sul fenomeno del mercato parallelo, in parte già snocciolati dalla nostra testata, sono eloquenti.
E rivelano una verità che ha il sapore dell’incredibile: molti consumatori, infatti, ignorano, con riguardo agli e-liquids, la distinzione stessa tra mercato lecito e quello che non lo è.
Ma andiamo per gradi.

UN TERZO DEL FENOMENO LEGATO A SITI INTERNET STRANIERI

Mentre dal 2018 il consumo di sigarette tradizionali nel mercato legale è in calo (-8,4%), al contrario sia quello di prodotti del tabacco riscaldato che dei liquidi da inalazione per le sigarette elettroniche è cresciuto fortemente (+250,2% per i primi, +200% per il consumo dei liquidi). La crescita del consumo si è riversata anche in una crescita della domanda e dell’offerta sul mercato illecito.
Circa 4 utilizzatori di sigarette elettroniche su 10 hanno acquistato i liquidi da inalazione per sigarette elettroniche da uno o più canali non autorizzati: siti Internet stranieri o che comunque spediscono in Italia i propri prodotti da Paesi stranieri (28%), bancarelle dei mercati (12% dei consumatori) e venditori ambulanti (8%).
Le motivazioni dell’acquisto risiedono nel risparmio (53%), nella possibilità di comprare prodotti in grande quantità (28%) e/o di acquistare liquidi con additivi non disponibili nei rivenditori leciti (27%).
Due consumatori di liquidi da inalazione su 10 – e qui torniamo al passaggio di cui prima – non sanno che tali prodotti possono essere venduti soltanto tramite canali autorizzati.
Inoltre, il 35% ha dichiarato di non sapere che esistono rivenditori illeciti di e-liquids.
Il 38% di coloro che acquistano i prodotti sul mercato illecito ritiene che l’utilizzo da canali illeciti sia un comportamento sbagliato, mentre quasi la metà (48%) ritiene che la valutazione vada fatta caso per caso.
Non sorprende, quindi che ben 6 persone su 10 abbiamo dichiarato che continueranno ad acquistare i prodotti con le stesse modalità anche in futuro, confermando la reale possibilità che il mercato illecito di liquidi da inalazione crescerà nei prossimi anni.
Dal punto di vista dell’offerta, i 48 rivenditori di e-liquids monitorati durante l’indagine e operanti illecitamente, si dividono quasi equamente tra italiani (21) e stranieri (26).
Per quel che riguarda i rivenditori stranieri, le macro aree sono principalmente Stati Uniti (11) ed altri Paesi Europei, in particolare Spagna (4), Regno Unito e Germania (2 ciascuno).
Si tratta di hot spot di provenienza dei prodotti illeciti molto diversi da quelli del contrabbando tradizionale.
I flaconi di liquidi da inalazione per sistemi aperti venduti illecitamente online contengono solitamente 10 ml di prodotto (60,4% dei casi), che è la dimensione maggiormente presente anche nel mercato lecito, e la maggior parte di essi (83,3%) contiene nicotina.
Il costo dei prodotti presenta un’estrema variabilità a seconda delle dimensioni del flacone, del suo contenuto, dei Paesi di provenienza e, più in generale, del venditore.

TABACCO RISCALDATO, ILLECITO ARRIVA DA UK E RUSSIA

Per quanto riguarda invece il commercio illecito di sigarette per dispositivi a tabacco riscaldato (THP), sono stati rilevati sia siti dedicati alla vendita di stick per IQOS (la maggior parte, con 11 siti tra i 19 analizzati) o per glo (4 su 19), sia rivenditori che offrivano prodotti per entrambi i device (4 su 19).
La particolarità relativa agli acquisti tramite questi canali riguarda l’impossibilità di acquistare pacchetti singoli.
I prezzi di vendita dei pacchetti di sigarette THP nel mercato illecito online sono abbastanza omogenei, e oscillano tra un minimo di 3,71 euro ad un massimo di 7,59, con una media di 5,31.
Le spese di spedizione sono quasi sempre gratuite.
Per quanto riguarda invece la vendita illecita online di dispositivi per tabacco riscaldato, la maggior parte dei rivenditori offre prodotti provenienti dal Regno Unito e dalla Russia.
Il 50% dei siti analizzati vende solo Iqos, il 20% solo Glo e un altro 20% entrambi i brand.
A livello di prezzo non si riscontrano particolari differenze rispetto agli originali.
Per concludere: una sana campagna di informazione urge e che sia volta a fare comprendere al consumatore l’esistenza di un mercato parallelo a quello ufficiale che, in quanto tale, rappresenta motivo di rischio in termini di pubblica salute