I tabaccai francesi chiedono abolizione acquisti on line per la sigaretta elettronica

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I tabaccai francesi mettono nel mirino il mercato on line della sigaretta elettronica.
Ed è un’azione che ha assolutamente un suo perché, meglio dirsi – nella loro prospettiva – una profonda convenienza commerciale.
In un documento redatto ad esito della Confederazione dei tabaccai, la sigla ha avanzato la specifica proposta all’attenzione dei candidati francesi, di tutti gli schieramenti, alle elezioni europee.
In totale le proposte sottoposte all’attenzione degli aspiranti parlamentari di Bruxelles sono state in numero di otto e due di esse si riferiscono, come prima anticipato, al settore svapo.
Nel dettaglio, si fanno voti affinchè tabacco ed e-cig possano essere commercializzati solo all’interno dei negozi bannandosi ogni forma di on line.
In realtà, per quel che riguarda le “bionde” non si è al cospetto di novità alcuna dal momento che le sigarette già ora si vendono solo all’interno degli esercizi e non v’è alcuna forma di mercato on line.
La vera novità è quella che riguarda il vaping.
E, come prima fatto presente, si tratta di un discorso estremamente corposo.
Si stima, infatti, che in Francia circa il 30 percentuale degli svapatori si rivolge all’on line per fare acquisti.
Una percentuale imponente, altissima che finirebbe per riversarsi – inevitabilmente – nei negozi fisici – al netto, ovviamente, di devianze quale quella del contrabbando.

IN ITALIA SARA’ PRESTO REALTA’

In Francia, in buona sostanza, si chiede di fare quello che in Italia è già realtà: è legge, infatti, nel nostro territorio nazionale, la norma che prevede che i prodotti con nicotina siano completamente bannati dall’on line e che quelli non-nicotina, invece, possano essere – si – acquistati on line ma non più consegnati a domicilio dell’acquirente.
Per ritirarli, infatti, come recitano le nuove disposizioni, quest’ultimo dovrà indicare un tabacchi o un negozio che, a mò di hub, fungerà da punto di ritiro.
Una rivoluzione, l’ennesima per il settore, che dovrebbe andare a consumarsi a cavallo tra la fine del 2023 e l’inizio di quello prossimo.

- Scritto da Italo Di Dio