Studio in Senato: gli italiani vogliono le alternative al fumo

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Gli italiani vogliono che le Istituzioni pongano in essere delle azioni che siano volte a favorire l’abbandono del fumo anche attraverso il passaggio a strumenti innovativi cosiddetti a minor danno.
E’ questo il “senso” di un lavoro che è stato condotto dalla Fondazione Luigi Einaudi e che è stato presentato in Senato dalla sondaggista Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, Istituto che ha collaborato alla realizzazione dello studio a quattro mani con Philip Morris Italia.
“Prodotti innovativi del tabacco e della nicotina: approcci normativi a confronto” la denominazione del lavoro che si è basato su domande poste a fumatori, svapatori ed utilizzatori di tabacco riscaldato.
Ebbene, circa il 67 percentuale di coloro i quale hanno risposto si sono detti favorevoli alla adozione di misure che, come prima detto, siano volte a incentivare, a stimolare e a favorire le persone a smarcarsi dalla dipendenza del tabacco.
In tale contesto, il ruolo delle alternative – come da risposte fornite ai quesiti – si pone come assolutamente centrale: il 75% degli intervistati auspica infatti che, a fronte di evidenze scientifiche che già stanno dicendo come le alternative abbattano sensibilmente il danno fumo correlato, si possa avere sul tema una migliore informazione da parte delle sedi istituzionali; Allo stesso tempo si auspica anche che, proprio alla luce della minore nocività e del valido ruolo che tali prodotti possono giocare in chiave di smoking cessation, i medesimi prodotti possano godere di una norma e di una fiscalità differenziata rispetto a quella in vigore sul tabacco classico.
Questo perché un “qualcosa” che fa meno male deve essere incentivato nel relativo utilizzo a pro del consumatore.

LE PAROLE DI CANGINI

Un accenno, inoltre, nel “paper” che accompagna lo studio della “Einaudi” è stato fatto anche al danno connesso alle politiche proibizionistiche
“La cultura liberale, di cui la Fondazione Luigi Einaudi è custode, guarda con scetticismo all’efficacia dei divieti – ha fatto presente in merito il Segretario generale, Andrea Cangini, introducendo l’incontro – Anche in materia di prodotti innovativi del tabacco e della nicotina, alla logica proibizionista preferiamo la logica, assai più efficace, dello stimolo all’innovazione.
Fa piacere constatare che sia questo l’approccio scelto dall’Italia”.

- Scritto da Italo Di Dio