Sigaretta elettronica, i consulenti del Parlamento francese “Opzione per chi vuole smettere”

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Un sorriso.
Che magari non sarà a trentadue denti ma che, comunque, desta umori positivi, soprattutto in prospettiva.
Così guardando alla relazione che l’Opecst ha presentato al Parlamento francese sulla sigaretta elettronica e, in particolare, sulle alternative a rischio ridotto.
L’Organismo, in particolare, che assolve a funzioni consultive del “Parlement” transalpino con lo scopo di informare quest’ultimo “sulle conseguenze delle scelte scientifiche e tecnologiche al fine, in particolare, di illuminare le sue decisioni”, nel suo ultimo rapporto dal titolo “Nuovi prodotti a base di tabacco o nicotina: eliminare la cortina di fumo”, è andato a fornire al Parlamento una fotografia dello stato dell’arte attingendo a elementi scientifici tratti dai contenuti di ben 82 studi disponibili.
La Commissione autrice del rapporto, composta da diciotto deputati e altrettanti senatori, ha fruito dei contributi che sono stati resi da numerosi esperti di varia provenienza.

I SOGGETTI AUDITI

Ad essere stati auditi alcuni professionisti del settore dello svapo come Jean Moiroud, Presidente della Federazione interprofessionale dello svapo (Fivape), Selim Denoyelle, delegato generale dell’associazione e Claude Bamberger, Presidente di “Aiuto”, Associazione indipendente degli utenti dello svapo di sigaretta elettronica.
Sentiti, altresì, anche esperti di Sanità pubblica come Ivan Berlin, docente universitario-medico ospedaliero presso l’ospedale Pitié-Salpêtrière-Sorbonne, Norbert Ifrah, Presidente dell’Istituto nazionale contro i tumori (INCa), Benoît Labarbe, capo dell’Unità di valutazione dei prodotti del tabacco e dei prodotti affini dell’ANSES, Ivana Obradovic, vicedirettore dell’Osservatorio francese delle droghe e delle tendenze alla dipendenza (OFDT), ed Elise Riva, responsabile dell’ufficio di prevenzione delle dipendenze presso la Direzione generale della Sanità.
Ma nel novero dei soggetti coinvolti anche diversi membri di organizzazioni antifumo quali Yves Martinet, Presidente del Comitato nazionale contro il fumo (CNCT), Loïc Josseran, Presidente dell’Alleanza contro il tabacco (ACT), e alcuni dipendenti dell’industria del tabacco – da Philip Morris a British American Tobacco a Japan Tobacco International.

LE CONCLUSIONI

Ebbene, quanto agli esiti di questo lavoro, l’Opecst sottolinea da una parte che “la maggior parte degli esperti concorda nel ritenere che le emissioni prodotte dalle sigarette elettroniche siano meno dannose del fumo di tabacco” – anche se questa minore nocività non è “sinonimo di assenza di pericolo”; Dall’altra, come fa presente Claude Bamberger, Presidente di Aiduce, permane scetticismo sul ruolo degli aromi appesantito “da false indicazioni sanitarie basate essenzialmente sulla negazione dei dati scientifici o addirittura sul rifiuto dei suoi fondamenti, oppure da affermazioni infondate fino al punto di invocare in più occasioni totalmente falsa il principio di precauzione”.
In definitiva, però, l’Opecst chiude definendo la sigaretta elettronica come “una nuova opzione che si aggiunge alla gamma degli aiuti disponibili e che può svolgere un ruolo per quella parte della popolazione che non può o non vuole ricorrere ai trattamenti tradizionali alla nicotina”.