Sigaretta elettronica, il settore merita chiarezza e trasparenza

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Dignità. Interfaccia. Ascolto.
Il settore rivendica tutto ciò quale effetto di una primavera-estate 2023 che pare essere una sorta di montagna russa di ansie e dubbi.
La storia recente prende inizio una manciata di mesi addietro e, in particolare, da un sequestro di scomposti posto in essere dalla Guardia di Finanza, iniziativa rispetto al quale da più parti erano venute richieste di chiarimenti all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Con quest’ultima che, tuttavia, nonostante le diverse istanze, non ancora ha proferito parola per schiarire i dubbi dei vari stakeholders.
Poi la questione della vendita delle sigarette elettroniche a distanza, a mezzo web.
Una prima proposta voleva vietarle in toto, poi si è giunti ad un disco verde con l’obbligo di non recapitare però il materiale a domicilio ma presso gli esercizi autorizzati del Monopolio.
Un giorno una cosa, un giorno un’altra.
Mentre si risolve o sembra che se ne risolva una, una ulteriore si affaccia all’orizzonte.
E gli imprenditori che vivono di vaping si ritrovano puntualmente gravati da paure e incognite.
A prescindere o meno dalla posizione e dalla condivisione che si può avere sulle varie questioni e, nello specifico, su questa relativa alla vendite via web, si deve sottolineare come la decisione sia fiorita in modo del tutto estemporaneo, come si suol dire dalla sera alla mattina, senza alcuna concertazione, senza alcuna forma di dialogo, di preliminare valutazione, intrufolata in un corpo di norme generico e tutt’altro che dedicato.
E’ una riforma, quella appena passata, che di fatto è epocale.

DISCORSO DI FORMA E NON SOLO DI SOSTANZA

In altri settori, “rivoluzioni” di tale consistenza sarebbero passate per trafile e dialettiche notevoli.
Nel mondo dello svapo, invece, come nulla fosse ci si ritrova piombati nel mezzo di una rivoluzione, di uno stravolgimento di usi e costumi.
Senza contare il fattore economico fatto di investimenti e posti di lavoro, senza contare il risvolto umano di persone – persone e non mere cifre, non meri numeri – costantemente terrorizzati da prospettive di incertezza.
Si ripete, prima ancora che essere un discorso di sostanza è un discorso di forma.
La sigaretta elettronica è uno strumento che può salvare vite umane, che può essere una risposta concreta al problema del tabagismo.
Non è la cenerentola da schiaffeggiare a proprio piacimento o il bancomat da mungere per tappare altri buchi finanziari.
Si chiede stabilità, chiarezza e soprattutto confronto.
Si chiede di riconoscere il diritto di poter pianificare il proprio lavoro, la propria attività ed il proprio futuro non dovendo attendersi, ogni tot, un nuovo, ennesimo terremoto di regole.

- Scritto da Arcangelo Bove