Senato vuole vietare vendite via web dei prodotti con nicotina

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È una montagna russa, un saliscendi di decisioni, parziali revisioni, controdecisioni.
Non c’è pace per la sigaretta elettronica finita nuovamente nel mirino della maggioranza di Governo.
Dopo gli emendamenti che erano già stati presentati alla Camera dei Deputati alla legge di delega fiscale, si tenta nuovamente di proibire la vendita on-line attinente le sigarette elettroniche.
È un emendamento di Fratelli d’Italia – a presentarlo sono stati i Senatori Orsomarso, Maffoni, Cosenza, Melchiorre, Castelli e Tubetti – a proporre di mettere totalmente al bando il mercato on-line dei prodotti con nicotina.
Per quanto riguarda i restanti prodotti, ovvero quelli senza nicotina, invece, gli stessi resterebbero vendibili on-line da parte dei depositi fiscali ma il ritiro sarebbe possibile solo presso tabaccherie e negozi di sigarette elettroniche.
In pratica, come prevederebbe l’attuale formulazione approvata dalla Camera dei Deputati.
Quando si credeva che si fosse arrivati in dirittura di arrivo e che non ci sarebbero stati più altri scossoni dopo quelli già abbastanza importanti registrati a Montecitorio, tra Commissione Finanze e Assemblea, l’aula di Palazzo Madama riserva un’altra sorpresa.

NICOTINA CRIMINALIZZATA

Appare chiaro come sul banco degli imputati, secondo una visione scientifica abbastanza distorta, finisce la nicotina, sostanza che crea – si – dipendenza ma che non è direttamente responsabile dell’insorgenza di patologie oncologiche e di tipo cardiovascolare.
Ma tant’è.
Il pressing sulla vendita online dei prodotti dello svapo continua ad essere abbastanza asfissiante.
Domani, come detto, o al più tardi nella giornata di Venerdì, si avrà nell’aula del Senato il voto che potrebbe rappresentare una svolta epocale nella storia della e-cig nazionale, una storia giovane ma incredibilmente travagliata.
E, come chiaro, è un emendamento politicamente molto forte dal momento che lo stesso viene dal Partito che è il maggiore azionista al Governo oltre che quello di appartenenza del premier Giorgia Meloni.
Traducendo: se non verrà ritirato per qualsivoglia motivazione, molto difficilmente verrebbe bocciato dall’Aula.

- Scritto da Italo Di Dio