La flora intestinale degli svapatori è migliore di quella dei fumatori

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Il fumo di sigaretta?
Un problema non solo per l’appartato cardio-respiratorio ma per l’organismo nella sua generalità.
Per questo motivo, di pari passo, il passaggio dalle bionde allo svapo può rappresentare un beneficio per la salute a 360 gradi.
Ad evidenziare tale aspetto sono le conclusioni di uno studio a firma di ricercatori di più Istituti universitari australiani (per la precisione School of Life Sciences, University of Technology Sydney; Hunter Medical Research Institute, Università di Newcastle, Callaghan; Renal Group, Kolling Institute of Medical Research, Università di Sydney; Woolcock Institute of Medical Research, Macquarie University, Glebe).
Il punto di partenza dei ricercatori è stato quello di smontare il teorema secondo il quale il vapore della sigaretta elettronica potesse produrre conseguenze sul microbioma (o flora o microbiota) intestinale.
Si tratta, nello specifico, del complesso di microrganismi che abitano il tratto intestinale degli esseri viventi che, come spiegano dalla Fondazione Veronesi, “ostacolano la colonizzazione dell’intestino da parte di nuovi microbi, tra cui quelli patogeni” sintetizzando “sostanze utili (per esempio vitamina K) e digeriscono molecole complesse, producendo nuove molecole che possono essere utilizzate dal nostro organismo”.

I COMPLOTTISTI

Le teorie dei complottisti anti-svapo, in particolare, mirano a fare di tutt’erba un fascio, nel caso di specie sostenendo che sia svapare sia fumare compromette il sistema della flora intestinale.
Ebbene, il team australiano è approdato a conclusioni diverse.
Utilizzando topi, trattati con stesso regime alimentare ma suddivisi in due gruppi – uno sottoposto a flussi di vapore e l’altro a esalazioni di fumo – gli esperti hanno dimostrato come lo svapo non causasse, diversamente dal fumo, alcun danno alla salute della flora dell’intestino, lasciandosene intatte la forza e la funzionalità.
Negli utilizzatori di tabacco tradizionale si è constatato un aumento di un filamento di batteri che è collegato ad un aumentato rischio di cancro al colon e di colite.
È stato altresì riscontrato che i fumatori avevano una significativa diminuzione dei batteri buoni, i cosiddetti Bacteroides probiotici, la cui carenza è associata alla malattia di Crohn e all’obesità.
La flora intestinale dei vapers era invece del tutto assimilabile a quella dei non fumatori.

- Scritto da Arcangelo Bove