“La sigaretta elettronica è la vera strategia antifumo”

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L’unica e vera strategia antifumo è la sigaretta elettronica.
Lo ha ribadito il professore Riccardo Polosa, fondatore del Coehar, in una intervista rilasciata a “The Watcher Post“.
L’accademico dell’Università di Catania ha chiarito, in premessa, quello che è uno dei cardini su cui poggiano le politiche di minor danno da fumo sottolineando come le patologie legate al tabagismo siano da associare “non tanto all’uso della nicotina in purezza” quanto, piuttosto, “alle oltre 8.000 sostanze, di cui molte cancerogene o tossiche, che si inalano fumando”.
Un prodotto – quello che vive nella e-cig – “che piace al consumatore” e che, oltre a far meno male alla salute, diciamo così, fa sicuramente molto bene alla tasca.
Rispetto alla spesa che si deve sostenere per l’acquisto delle classiche bionde, infatti, lo svapo – ricorda Polosa – “permette un risparmio del 500%”.
E permette di abbattere, con tutta evidenza, anche i numeri del tabagismo.
I numeri, in effetti, che sono quelli che fanno fede e testo.

REGNO UNITO E GIAPPONE

Se il Regno Unito, infatti, che ha sposato le politiche del minor danno in modo convinto e fermo, ha abbattuto i tassi di fumo di sei punti percentuale tra il 2014 ed il 2021 (passando dal 19% al 14&), in Italia – ha osservato il “padre” del Coehar – si è rimasti praticamente stabili da dieci anni a questa parte assestati su percentuali del 22-24%.
Si ripete: i numeri sono quelli che rilevano.
E se i tassi di fumo italiani sono rimasti inalterati da un decennio a questa parte, essendosi chiaramente spenta la spinta della legge Sirchia, si deve pur comprendere come con tutta evidenza le strategie nazionali di contrasto al tabagismo non sono adeguate.
E vanno riviste, differentemente da quelle di realtà quali l’Inghilterra ed il Giappone, per dirne due, che stanno assistendo a flessioni nei consumi delle bionde più robuste grazie al ricorso alle alternative.
Perché in Italia non ci si fida del rischio ridotto?“, è la domanda che “The Watcher Post” pone a Polosa.
È una follia – la risposta – è intuitivo che se elimino l’uso dei prodotti combusti il miglioramento della salute è assicurato.
Lo sanno già centinaia di migliaia di consumatori che questi prodotti hanno permesso un miglioramento della qualità della vita”.

- Scritto da Arcangelo Bove