India, spot anti-fumo durante i film: scatta l’obbligo

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Avvertenze contro il fumo nel bel mezzo dei film.
Azione finalmente sensata quella che, in chiave di politiche contro il tabacco, viene varata dal Governo indiano.
Che, si ri-sottolinea il “finalmente”, è stato fino ad oggi protagonista di una lotta al tabagismo basata (ebbene si) su continue restrizioni non già sulle bionde ma, piuttosto, in capo alla sigaretta elettronica.
Ma questo è altro discorso.
Si diceva della nuova norma studiata dall’Esecutivo di Nuova Dehli.
Tutte le società di streaming che fanno distribuzione di film nello Stato indiano saranno obbligate, nelle pellicole in cui sono rappresentate scene di fumo, a mandare prima ed a metà della proiezione stessa spot dalla durata minima di 50 secondi in chiave anti-fumo.

C’E’ CHI DICE NO

Inoltre, è pure aggiunto, in coincidenza dei momenti rappresentanti le scene di fumo e per tutta la durata di esse, dovrà rimanere impresso un avviso statico che ricordi i pericoli per la salute cagionati dalle bionde.
Non manca, tuttavia, il malumore dei grandi produttori.
Un gruppo che rappresenta gli interessi in India di Disney, Amazon e Netflix ha già dichiarato che “queste misure sarebbero impossibili da attuare” dal momento che “oltre a violare la libertà di espressione dei creatori, questa nuova legge costringerebbe a rilanciare l’editing di milioni di ore di contenuti distribuiti in India”.

I NUMERI MOSTRUOSI DEL FUMO

Si preannuncia, quindi, battaglia alquanto intensa sul fronte commerciale-legale.
Una stretta che è abbastanza importante, sebbene la battaglia si profili ancora dura e lunga.
In India, infatti, si contano un qualcosa come 267 milioni di fumatori.
Una cifra monstre che fa del Paesone asiatico il secondo Stato al mondo per numero di fumatori, in termini assoluti, dopo la Cina.
Con una aggravante non da poco, ovvero quella data dalla ampia fascia di popolazione versante in povertà – che più difficilmente riesce ad accedere a cure sanitarie – e la qualità della offerta sanitaria medesima che non si può dire abbia standard di diffusa eccellenza.

- Scritto da Arcangelo Bove