Da nicolaporro.it “Verificare se nuovi prodotti possono favorire transizione verso società che fumi meno”

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Cosa sta succedendo in Italia ed in Europa al capitolo fumo e sigarette elettroniche?
E’ l’interrogativo che si pone Massimo Di Guglielmo attraverso l’autorevole sito nicolaporro.it, portale che fa capo al noto giornalista, blogger, autore televisivo, conduttore televisivo nonchè vicedirettore de “Il Giornale”.
Il focus, in particolare, è posto sulla a ben noi nota revisione della norma sul tabagismo che dovrebbe approdare in porto, su scala europea, entro la fine del 2024.
E che coinvolgerà anche il settore della e-cig.
Anche agli occhi di “nicolaporro.it” salta una evidenza.
Ovvero, come testualmente espongono, quella data dal fatto che “la Commissione non sembra infatti fare grande differenza tra le “bionde” e i nuovi prodotti senza combustione”.
“Stiamo parlando –
è rappresentato ancora – delle sigarette elettroniche o e-cig, del tabacco riscaldato e di quello per uso orale ad oggi legale solo in Svezia.
Eppure non mancano enti autorevoli che la pensano diversamente come il Public Health England e il BFR in Germania, la Food and Drug Administration americana, il Norwegian Institute of Public Health e il Superior Health Council of Belgium”.

L’APPIATTIMENTO

Un appiattimento che lascia, in effetti, perplessi sebbene gli stessi autori del contributo facciano presente di non ambire a “impartire lezioni o dispensare consigli medici su cui si accapigliano gli specialisti”.
Tuttavia, viene anche fatto annotato “Dimostrati i danni alla salute provocati dal fumo da sigaretta, il punto tuttavia pare un altro: nel mondo c’è ancora oltre un miliardo di fumatori e la situazione non cambierà da qui al 2025.
L’Italia non fa eccezione, con una percentuale di fumatori prossima al 24%.
Varrebbe quindi la pena verificare se i nuovi prodotti – e-cig, svapo, tabacco da inalazione o per uso orale – possono favorire la transizione verso una società che fumi il meno possibile.
Magari ascoltando –
concludono – insieme a medici e scienziati, anche la vox populi, cioè le persone che hanno lasciato le sigarette tradizionali per quelle elettroniche”.
Davanti, in definitiva – nostra riflessione ma che pare essere anche quella dei prestigiosi colleghi – alla certezza data dal danno causato dalle sigarette classiche (circa otto milioni di morti/anno/mondo) perchè non tentare la via delle alternative che, ad oggi, non hanno ammazzato nessuno?

- Scritto da Arcangelo Bove