“Nel cuore di Santa”, il convegno medico “apre” alla sigaretta elettronica

0
93

Migliorare la qualità della vita del fumatore incallito, soprattutto se patologico, non è solo una speranza ma una una possibilità concreta.
E’ questo uno degli elementi emersi dalla tavola rotonda intitolata “E’ possibile cambiare in modo positivo gli stili di vita del fumatore adulto? – Make It Happen”, momento inserito nel calendario dei lavori del congresso scientifico “Nel Cuore di Santa” svoltosi a Santa Margherita Ligure e giunto alla sua 14esima edizione.
Un appuntamento incentrato sul confronto tra cardiologi e medici di Medicina generale.
Tra i vari argomenti dibattuti, anche quello relativo al tema della cessazione del fumo, punto quanto mai attuale in vista della nuova legge anti-fumo che dovrebbe trovare approvazione in un futuro più o meno prossimo per diretta volontà del Ministero della Salute.
Nell’ambito del confronto, è emerso come l’atto di smettere di fumare (qualsiasi cosa) sia la migliore delle terapie ma, nel caso non si riesca ad abbandonare le “bionde”, possono essere presi in considerazione tabacco riscaldato e sigarette elettroniche quali “strumenti” per abbattere il danno fumo correlato.
Il cardiologo Luigi Collarini, l’economista Antonio Pelliccia, la dottoressa psicologa Martina Gangale – “moderati” dal medico e promotore del congresso, dottore Roberto Pescatori – a dibattere sulla sempre più attuale questione.

LE PAROLE DI PESCATORI

Le strategie alternative per la riduzione del fumo sicuramente sono efficaci – ha fatto presente il dottore Pescatori, così come riporta Adnkronos – anche perché il medico di famiglia ha poco tempo e possibilità per capire se il paziente è davvero motivato a smettere di fumare.
Siccome in Italia abbiamo il 24,1% di fumatori, e soltanto lo 0,1% di questi si affida ai centri antifumo, sono i medici del territorio a doversi fare carico della prevenzione primaria e secondaria e cercare di utilizzare strategie alternative che non prevedano la combustione.
Solo provando a creare feeling, comunicazione con il paziente, carpirne le motivazioni
– ha proseguito e concluso Pescatori – si può riuscire a motivarlo alla disassuefazione dal fumo: o facendolo smettere, che resta l’obiettivo principale, oppure, se questo è impossibile, utilizzando appunto metodi alternativi che non prevedono la combustione”.

- Scritto da Arcangelo Bove