Il “National Center for Smoking Cessation and Training” punta forte sulla sigaretta elettronica

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Il Regno Unito continua a credere – in modo forte – nella sigaretta elettronica.
L’ultima indicazione, in tal senso, viene dal veloce “vademecum” pubblicato dal National Center for Smoking Cessation and Training, soggetto istituzionale “impegnato a sostenere la fornitura di interventi per la cessazione del fumo”.
Un soggetto che, in prima fase, fu istituito presso l’University College di Londra nel 2009 dal professor Robert West, dalla professoressa Susan Michie e dal dottor Andy McEwen tramite una sovvenzione triennale stipulata con il Dipartimento della Salute.
Ed ora, invece, operante come “Società di interesse della Comunità”, in quanto tale parzialmente finanziata dal Public Health England.
Ma di diceva dell’ultimo documento.
Attraverso una rapida infografica, il National Center for Smoking Cessation and Training ha voluto dare una serie di piccole “dritte” allo stesso tempo smontando alcuni luoghi comuni che, strumentalmente, vengono messi in piedi dai soliti detrattori.
Ad essere sottolineato è che “i tassi di abbandono del fumo tramite l’uso di vaporizzatori siano più alti rispetto a qualsiasi altro metodo” e che i medesimi, “pur non essendo privi di rischi, sono sostanzialmente meno dannosi delle sigarette”.

UN CHIARIMENTO ANCHE SU EVALI

Ricordato, ancora, per smontare le teorie del “gateway”, che “non ci sono prove che le sigarette elettroniche siano una via di accesso al fumo per i giovani” e che la pratica dello svapo si rinviene in modo raro tra i giovani essendo per lo più “limitata quasi interamente a fumatori ed ex fumatori”.
“Sebbene la nicotina sia la sostanza contenuta nelle sigarette che causa dipendenza, essa è da considerarsi relativamente innocua” viene rimarcato aggiungendosi anche, per scacciare i vecchi fantasmi americani, come “i vaporizzatori contenenti nicotina non causano Evali”.
Le e-cig vengono utilizzate, nel Regno Unito, da un fumatore su tre che cerca di smettere di fumare confermandosi tale strumento quale prezioso nei processi di smoking cessation.
Ciononostante, però, l’aumento del consumo di “monouso” tra i più giovani sta portando alcune componenti del Governo inglese a fare valutazioni che riguardano anche un eventuale ban degli aromi fruttati.
E’ un momento alquanto tribolante quello che sta attraversando l’Europa dello svapo.

- Scritto da Italo Di Dio