Sigaretta elettronica? Ecco cosa ne pensa (ad oggi) il Ministero della Salute

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Perchè il Ministero della Salute pensa ad una legge che possa equiparare fumo e svapo?
Ebbene, il perchè lo si rinviene spulciando tra le stesse pagine web del Ministero.
Allo stato attuale, infatti, la sezione del sito internet ministeriale dedicata alla sigaretta elettronica, specchio quindi del pensiero ufficiale del Dicastero (raggiungibile a tutti al seguente link), recita quanto segue.
“Vi sono evidenze moderate del fatto che le sigarette elettroniche sono una via di accesso al tabagismo per i giovani ed evidenze forti del fatto che gli aromi contribuiscono in modo significativo all’attrattiva della sigaretta elettronica e all’iniziazione al suo utilizzo.
Al contempo vi sono scarse prove a sostegno dell’efficacia delle sigarette elettroniche nell’aiutare i fumatori a smettere di fumare e i dati sulla riduzione del fumo sono giudicati da deboli a moderati”.

Questo è la posizione, di fatto, di Viale Giorgio Ribotta sebbene l’ultimo aggiornamento, come si apprende a piè di pagina, risalga al 30 Maggio 2022, ovvero ad una data che è anteriore all’insediamento dell’attuale Esecutivo.
Ma non è tutto.
In prosecuzione si apprende ancora “La DGSANTE (ovvero il Dipartimento “Public Health” presso la Commissione europea, n.d.r.), basandosi sul parere dello SCHEER sulle conseguenze sulla salute e il ruolo importante che le e-cig svolgono nell’iniziazione al fumo, sostiene l’approccio prudente e precauzionale adottato finora. Tuttavia si dovrebbe valutare se alcune disposizioni possono essere ulteriormente sviluppate o chiarite, ad esempio per quanto riguarda le dimensioni dei serbatoi o gli obblighi di etichettatura, l‘uso degli aromi, l’uso di liquidi esenti da nicotina e le disposizioni in materia di pubblicità”.
Ed ancora
“Nella misura in cui le sigarette elettroniche costituiscono aiuti per la disassuefazione dal fumo, la loro regolamentazione dovrebbe seguire la legislazione farmaceutica”.

SCHILLACI E LA PROMESSA DI UN “ASCOLTO”

Sulla base di queste valutazioni, è “normale”, quindi, del tutto consequenziale – oserebbe dirsi – che il Ministero della Salute pensi ad una normativa che, di fatto, equipari il mondo dello svapo a quello del tabacco tradizionale dal momento che si ritiene come le due “sfere” siano le facce di un medesimo problema.
Questo, ovviamente, perchè le Istituzioni italiane, ad oggi, non hanno mai dato ascolto a quella parte della scienza che, invece, ha provato e dimostrato come la e-cig abbatta notevolmente il danno fumo correlato e non sia assolutamente invischiata (anzi!) in meccanismi che favoriscano l’iniziazione al fumo.
Solo nel momento in cui le Istituzioni sanitarie di vertice si apriranno ad un confronto potremmo avere la speranza di una inversione di tendenza.
In tal senso, ci aggrappiamo alle parole del Ministro Schillaci che, pochi giorni or sono, ha affermato, appunto, di volere – lungo la via di preparazione della legge – “ascoltare” le varie voci.
Che possa essere l’attuale Ministero a rompere l’inerzia?

- Scritto da Arcangelo Bove