Divieto di fumo all’aperto, ecco dove è già realtà in Italia

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Divieto di fumo all’aperto?
In molti paesi ed in molte città italiane non sarà una novità assoluta.
La legge promossa dal Ministro della Salute Schillaci – la cui bozza staziona negli uffici ministeriali alla ricerca di una sintesi tra le varie anime della maggioranza di Governo – è stata, in un certo senso, già anticipata – da almeno tre, quattro anni – da alcuni provvedimenti di Enti locali.
In principio furono le spiagge.
Ed in principio fu Bibione che, nel 2019, bandì, con ordinanza comunale, il fumo in spiaggia, sia su quelle libere sia presso i lidi.
L’esempio venne emulato, negli anni successivi, dalle sarde Olbia, Sassari, Stintino, Cabras e da tutti i Comuni della Costa Smeralda, da Alba Adriatica (in Abruzzo), dalle pugliesi Manduria e Porto Cesareo, dalle siciliane Capaci, Lampedusa e Linosa.
E, ancora, Anzio, Ladispoli, Ponza, Sperlonga, Gaeta, Fiumicino e Torvaianica in Lazio, Pesaro, San Benedetto del Tronto e Sirolo nelle Marche.
Quindi l’Emilia Romagna con Cesenatico, Ravenna e Rimini, la veneta Chioggia e le ligure Arenzano, Lerici, Sanremo, Savona.
Non ancora pervenuta la Campania.

DIVIETI SU SPIAGGE. E NON SOLO

Ma c’è chi, sempre con riguardo al divieto di fumo sulle spiagge, ha pensato ancora più in grande: è il caso della Puglia che, dopo una estate cuscinetto, quella del 2022, a partire da quella prossima renderà operativo il divieto su tutto il territorio regionale.
Poi il trend si è esteso anche ad altri contesti “open air”: in primis furono Sassari e poi, dal 19 Gennaio 2021, anche Milano e successivamente tutta una lunga serie di città e paesi.
Parchi pubblici e fermate di bus i luoghi più gettonati.
La particolarità, però, è che i divieti sono limitati solo al territorio di competenza dell’Ente che le ha emanate, diversamente dalla possibile legge Schillaci che, invece, avrà efficacia, senza distinguo alcuno, su tutto il territorio nazionale.
Con la precisazione ulteriore che le sanzioni erano quelle stabilite nelle ordinanze comunali mai potendosi richiamare, ovviamente, quelle della Sirchia.
In più, la legge Schillaci intende estendere i divieti anche alle sigarette elettroniche che, invece, non erano mai state “toccate” dagli Enti locali.
Solo in un caso vi era stato il coinvolgimento delle e-cig: parliamo del disegno di legge del senatore pentastellato Auddino la cui proposta normativa, però, pur avendo trovato un buon appoggio trasversale, non riuscì ad arrivare a dignità di legge.

- Scritto da Italo Di Dio