Da Catania la prima app per le abitudini alimentari dei fumatori che vogliono smettere

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È ormai ampiamente riconosciuto dalla Comunità scientifica che esiste una correlazione marcata tra il percorso di cessazione dal fumo e i cambiamenti delle abitudini alimentari dei fumatori coinvolti nel processo: alcuni degli aspetti fondamentali sono infatti legati all’aumento di peso, all’alimentazione e a cambiamenti d’umore, soprattutto nella fase iniziale del periodo di astinenza.
Pertanto, i cambiamenti consigliati in merito alle abitudini alimentari sono cruciali per determinare il successo di un percorso di addio alla dipendenza da sigaretta.
FoodRec è il progetto del Centro di Eccellenza Internazionale per la ricerca sulla Riduzione del Danno da fumo (CoEHAR), che sfrutta la tecnologia per monitorare le abitudini alimentari delle persone durante il loro percorso di cessazione, cogliendo i cambiamenti rilevanti che possono influenzare la salute del paziente e il successo dell’intero iter.
Nella recente pubblicazione “Development and user evaluation of a food-recognition app (FoodRec): Experimental Data and Qualitative Analysis”, pubblicata su Health Psychology Research, il gruppo di ricerca accademica interdisciplinare di informatici, psicologi clinici e medici ha spiegato come è stata creata e testata un’app per il riconoscimento del cibo per monitorare i cambiamenti dell’umore e le abitudini alimentari dei fumatori durante uno studio pilota.

COINVOLTI 149 FUMATORI

L’idea principale era quella di valutare le abitudini alimentari ed eventuali anomalie nei soggetti in diversi momenti durante il percorso di addio al fumo per valutare correlazioni tra i dati osservati e le informazioni note sul trattamento di cessazione.
I test hanno coinvolto 149 fumatori che stavamo smettendo di fumare, di età compresa tra i 19 e gli 80 anni, e che hanno utilizzato l’app FoodRec per due settimane consecutive per valutarne usabilità ed idoneità.
Durante il test qualitativo, la maggior parte degli utenti dell’app si è dichiarata estremamente “contenta” di poter utilizzare questo strumento mentre tentava di smettere di fumare.
L’App è stata percepita come estremamente user-friendly e leggera.
Inoltre, si è rivelata essere utile per osservare le abitudini alimentari degli utenti e per alleviare lo stress che deriva dalla riduzione dell’assunzione di cibo.
Sono state apprezzate alcune qualità dell’app come la grafica accattivante, snella e intuitiva della sezione “home”, che consente un facile approccio anche da parte degli utenti con una minore padronanza del contesto tecnologico. Hanno ricevuto commenti positivi anche le dimensioni ridotte che la rendono facilmente utilizzabile sul proprio dispositivo e la sezione statistica all’interno dell’app che permette un facile monitoraggio della dieta.
Inoltre, i partecipanti hanno affermato che consiglierebbero l’app a familiari e amici.
Per il test quantitativo, sono stati analizzati i dati relativi alle caratteristiche degli utenti, al caricamento dei pasti, agli stati d’animo e al consumo di bevande.

LE PAROLE DI BATTIATO E ORTIS

L’esperienza maturata in questo studio studio verrà utilizzata per modificare e perfezionare il protocollo del trial clinico internazionale più esteso durante il quale testeremo l’app su un numero maggiore di utenti e in contesti clinici di programmi per la cessazione dal fumo.
Alcune delle problematiche legate alla mancata corrispondenza tra il processo di cessazione del fumo e l’approccio al riconoscimento del cibo devono essere risolte con le prossime versioni dell’app, secondo le prossime fasi del progetto, che si avvarranno anche di tecniche avanzate di Intelligenza Artificiale
” ha avuto modo di precisare il professore Sebastiano Battiato dell’Università di Catania.
“Le informazioni desunte nell’ambito del progetto FoodRec aiuteranno i ricercatori ad analizzare le abitudini alimentari dei fumatori che stanno cercando di smettere correlando le abitudini al fumo con le abitudini alimentari e creando percorsi sempre più mirati ed efficaci per affrontare definitivamente la dipendenza dal fumo”, ha invece concluso il professore Alessandro Ortis, della stessa Università.
L’algoritmo creato dai ricercatori del CoEHAR per tracciare e monitorare le abitudini alimentari, che individua i singoli alimenti presenti in un’immagine, rappresenta un passo avanti nella ricerca applicata alla disassuefazione dal fumo e potrebbe essere applicato anche ad altri campi di ricerca (da Coehar).

- Scritto da Italo Di Dio