Peter Hajek “Nicotina innocente, il problema è la combustione”

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“Un veleno per il cervello? Macchè”.
Il professore Peter Hajek, Direttore dell’Unità di Ricerca sulla dipendenza dal tabacco presso il Wolfson Institute of Public Health – Queen Mary University di Londra – ritorna nel cuore del dibattito sempre vivo in fatto di nicotina.
Una battaglia che ruota attorno alla errata percezione che ancora in troppi, in ambito scientifico, hanno di siffatta sostanza.
“In troppi non fanno altro che esasperare la portata dei pericoli della nicotina, finendo per creare allarmismo e disinformazione”.
Così Hajek. Che ha proseguito
“La nicotina crea fondamentalmente dipendenza.
E’ la bruciatura generata dalla sigaretta classica, piuttosto, a determinare un ampio ventaglio di patologie.
Cancro, malattie cardiache e polmonari legate al fumo, sul lungo termine, scompariranno poiché il fumo stesso sarà reso obsoleto da prodotti a base di nicotina che sono molto meno rischiosi.
E che non si fondano sul principio della combustione”.

LE CONCLUSIONI DEL ROYAL COLLEGE

L’esperto ha quindi citato le conclusioni del Royal College of Physicians del Regno Unito che aveva sottolineato come “lo svapo fosse nella misura di almeno il 95 percentuale meno dannoso delle sigarette”.
Essenzialmente il grande compromesso che aleggia sul mondo delle alternative è proprio quello legato alla nicotina.
Se continua a passare, infatti, il messaggio che il cuore del problema del tabagismo viva in tale sostanza, non si andrà da nessuna parte – per dirla franca.
Bisogna spostare l’obiettivo da essa alla combustione: è quest’ultimo meccanismo, come prima accennato, quello che determina problematiche a carico della salute.
Se, però, si continuerà a criminalizzare la nicotina, si terranno anche precluse le strade che portano all’utilizzo delle alternative quale possibile via di smoking cessation.
Ciò perchè le sigarette elettroniche, come agli addetti noti, hanno nei loro liquidi anche un tot di contenuto nicotinico.
Che si faccia finta di non capire, lo diciamo elegantemente, pur di non andare in guerra?

- Scritto da Italo Di Dio