Fedele ( Università La Sapienza) “Tabagismo, informare sulle alternative”

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Una politica di proibizionismo non penso che sia il massimo. Penso che vada fatto un distinguo per quelli che sono prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, che potrebbero essere di minor esposizione, di minor rischio”.
Così, attraverso le pagine de “Il Sussidiario”, il professore Francesco Fedele, Ordinario di Cardiologia nonchè Direttore del Dipartimento “Malattie cardiovascolari e respiratorie” presso l’ospedale universitario Umberto I – “La Sapienza” di Roma.
Il professionista, in particolare, è stato sollecitato rispetto alle possibili novità normative che potrebbero giungere sul settore della sigaretta elettronica come da recenti annunci del Ministro della Salute Schillaci.
Con riguardo ai possibili divieto sull’uso di bionde anche in alcuni luoghi all’aperto, Fedele – sempre ai taccuini de “Il Sussidiario” ha evidenziato come l’esigenza, piuttosto che proibire, sia quella “di informare bene la popolazione su quali sono i danni di alcune sostanze e le possibili alternative, strategie a fronte soprattutto di persone che non vogliono smettere di fumare”.
Sulle alternative, il docente ha osservato “Recentemente è uscito un lavoro su Medicine Nature, di autori americani, che, appunto, sottolineano l’importanza di questi prodotti alternativi per chi non vuole smettere di fumare.
Io sono cardiologo e vedo che alcune persone, dopo un evento, per due o tre mesi smettono di fumare, poi però continuano a farlo.
È una realtà con la quale bisogna confrontarsi, avere alternative a minore rischio, per questi pazienti penso che sia una strada percorribile.
Con molta tranquillità, con un approccio non manicheo.

Gli americani che di solito sono abituati ad essere manichei si stanno orientando in questo senso, la Food and Drug Administration si sta orientando in questa direzione.
Noi che siamo sempre stati abituati a guardare le cose in maniera globale e con buon senso, dovremmo adeguarci a questo”.

LA POSIZIONE SUL MINOR DANNO DA FUMO

Un medico che, a chiare lettere, condivide il principio del minor danno “Io sono per una prevenzione che sia anche fatta di riduzione del rischio.
Bisogna scomporre i problemi: il fumo di sigaretta va scomposto, esiste la nicotina che dà dipendenza, esiste il tabacco bruciato che sviluppa sostanze cancerogene.
Se scomponiamo e andiamo a individuare quelli che sono i fattori più dannosi riusciamo anche ad avere una modulazione del rischio
– ha concluso Fedele – soprattutto per quelle persone che decidono di non smettere di fumare.
Ci sono, è uno zoccolo duro”.

- Scritto da Italo Di Dio