“Affinchè si accetti la sigaretta elettronica se ne deve impedire l’uso da parte dei giovani”

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“Le sigarette elettroniche non metteranno fine alla devastazione provocata dalle sigarette tradizionali ma possono contribuire al nobile obiettivo di aumentare il numero di adulti che smette di fumare”.
E’ questa la sostanza di riflessione a più mani pubblicata sulla rivista Nature Medicine a firma di Kenneth Warner (University of Michigan), Neal Benowitz (University of California di San Francisco), Ann McNeill (King’s College di Londra) e Nancy Rigotti (Harvard Medical School).
I quattro esperti, in particolare, hanno richiamato le conclusioni di altrettanti studi che hanno acclarato il minor danno insito nello svapo, non ultima l’importantissima revisione Cochrane.
Il fumo di sigaretta – spiegano gli scienziati, così come rilancia la rubrica sanitaria de “Il Sole 24 Ore” – contiene oltre 7.000 sostanze chimiche, compresi 70 cancerogeni noti.
Il numero di sostanze chimiche nell’aerosol di e-cig è inferiore di molti ordini di grandezza e le sostanze tossiche comuni ai due prodotti sono presenti in concentrazioni molto minori”
.

IL COMMENTO DI WARNER, BENOWITZ, MCNEILL E RIGOTTI

Come opportunamente riflettono dalla redazione scientifica della prestigiosa testata del Gruppo 24 Ore, tali feedback non bastano a “garantire” la sigaretta elettronica assistendosi, piuttosto, ad un ventaglio normativo alquanto ampio passandosi dai divieti totali di produzione, vendita e utilizzo che si rinvengono in 39 Paesi alle aperture importanti di realtà quali il Regno Unito e la Nuova Zelanda.
Nel mezzo, situazioni come quelle italiane ove, al momento, non v’è una legislazione restrittiva ma una obiettiva diffidenza da parte delle Istituzioni sanitarie di vertice.
“L’uso di sigarette elettroniche non è innocuo – concludono Warner, Benowitz, McNeill e Rigotti – e occorre preservare i minori dall’utilizzo di questo strumento.
Per arrivare all’accettazione e alla promozione delle sigarette elettroniche come strumento per smettere di fumare bisognerà continuare gli sforzi per ridurre l’accesso e l’uso da parte di giovani che non hanno mai fumato.
I due obiettivi possono e devono coesistere”.

- Scritto da Arcangelo Bove