Taiwan vieta le sigarette elettroniche “Terribile campagna di disinformazione”

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Ancora una volta il diritto dei fumatori adulti di trovare una soluzione alla propria dipendenza viene sacrificato per la pur legittima esigenza di “proteggere” i giovani.
Succede a Taiwan, baluardo dello sviluppo economico dell’estremo Oriente.
È qui che il locale Governo ha varato una normativa che va ad introdurre il divieto assoluto di produrre e vendere prodotti dello svapo.
Allo stesso tempo, la subentrata legge va anche ad elevare il limite di età per fumare da 18 a 20 anni.
Ma non è tutto: una disposizione prevede che le avvertenze sui pericoli fumo correlati a carico della salute dovranno andare a ricoprire la metà della superficie dei pacchetti in luogo dell’attuale 30 percentuale.
Nell’ambito di questa campagna normativa antifumo, tuttavia, appare più che chiaro come la parte relativa alle sigarette elettroniche sia quella più stringente e schiacciante: si tagliano i ponti al vaping stroncando, come prima detto, tutte le attività relative alla produzione nonché quelle connesse al commercio.
Nessun negozio in Taiwan potrà vendere prodotto alcuno afferente la specifica tipologia: non resterà possibilità altra ai consumatori svapatori del Spese asiatico se non quella di procurarsi il materiale attraverso i canali di internet.

LE PAROLE DI LANDL

Quello che stiamo vedendo a Taiwan – ha commentato il Presidente della World Vapers’Alliance, Michael Landl – è il risultato di una terribile campagna di disinformazione sulla riduzione del danno. 
Lo svapo è molto meno dannoso del fumo e ha il potenziale per salvare migliaia di vite, anche a Taiwan. 
La storia ha anche dimostrato che i divieti non funzionano. 
I divieti di svapare non faranno altro che spingere migliaia di persone a tornare a fumare o verso il mercato nero. 
Se vogliamo realizzare una società senza fumo, dobbiamo sostenere la riduzione dei danni causati dal tabacco, non distruggerla. 
La decisione odierna dei legislatori taiwanesi è un errore catastrofico per la salute pubblica del Paese”.
Diversificare le strategie, nell’ambito della lotta al fumo, studiando soluzioni che possano effettivamente supportare i tabagisti nel processo di smoking cessation attraverso la via delle alternative e, allo stesso tempo, preservare, appunto, i più giovani.

- Scritto da Italo Di Dio