Stretta sulle sigarette elettroniche: il Codacons col Ministero della Salute

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Dalla pagina web del Codacons, la nota della associazione consumatori

In tema di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato il Ministero della Salute risponde al Codacons con una nota attraverso la quale condivide i timori dell’associazione e sottolinea l’importanza di equiparare i nuovi prodotti da fumo a quelli tradizionali allo scopo di tutelare la salute pubblca.
Il Codacons aveva presentato nei giorni scorsi una istanza al Ministero a seguito del recente studio condotto dall’Istituto Mario Negri che sottolinea come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato non aiutino i fumatori a smettere di fumare.
Al contrario, tali prodotti porterebbero i non fumatori, soprattutto i più giovani, a iniziare a fumare sigarette tradizionali e gli ex-fumatori a ricadere nella dipendenza da tabacco.
Ad oggi è consentito fumare detti dispositivi in alcuni specifici luoghi, salvo che non vi siano espressi divieti decisi in modo discrezionale dal soggetto responsabile (bar, ristoranti, ecc.). Tuttavia è sempre vietato utilizzare la sigaretta elettronica in determinati contesti: a scuola, sia per i docenti che per gli studenti; nelle comunità di recupero; negli istituti minorili e nei centri per l’impiego. Mentre nei luoghi di lavoro la decisione viene presa dall’azienda – spiega il Codacons – Nell’istanza al Ministero chiedevamo proprio un adeguamento normativo sul tema, ossia di arrivare alla formazione di un tavolo tecnico al fine di poter congiuntamente discutere, analizzare e cooperare per la realizzazione di un progetto sull’equiparazione tra sigarette elettroniche o a tabacco riscaldato e sigarette tradizionali.

LA REPLICA DEL MINISTERO

Nella sua nota di risposta il Ministero della Salute, spiegando le recenti disposizioni sul tema assunte in sede comunitaria, informa che il “conseguimento di uno stato di equiparazione tra le misure previste per le tradizionali sigarette e quelle previste per i nuovi prodotti a tabacco riscaldato risponderebbe all’esigenza di tutelare la salute pubblica […] Per ciò che riguarda il divieto di consumo dei prodotti in parola, la legge 128 del 2013 stabilisce il divieto nelle scuole, comprese le aree all’aperto di pertinenza degli istituti, ma l’attuale ordinamento non prevede una disposizione che vieti, in tutti i luoghi pubblici, l’utilizzo della sigaretta elettronica”.
“La Commissione Europea nel corso del 2023 dovrebbe presentare la proposta di aggiornamento della “Raccomandazione del Consiglio del 2009 sugli ambienti senza fumo”, finalizzata ad allineare la raccomandazione agli sviluppi del mercato e a includere nel suo campo di applicazione l’uso del tabacco e dei prodotti correlati in determinati spazi all’aperto.
Da ultimo si precisa che il tema dell’equiparazione dei prodotti in parola alle sigarette presuppone altresì aspetti fiscali e commerciali che coinvolgono l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, cui la scrivente Direzione inoltra l’istanza per eventuali elementi integrativi”.
Proprio sulla pericolosità dei prodotti da fumo di nuova generazione, il Codacons lancerà a breve una campagna a tappeto su tutto il territorio nazionale volta a sensibilizzare i cittadini circa i rischi per la salute connessi all’utilizzo di sigarette elettroniche e a tabacco riscaldato.

- Scritto da Italo Di Dio