Contrabbando di 6.000 chili di tabacco: Dda “avvisa” imprenditore

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Un’accusa pesante è quella piovuta su un imprenditore irpino, originario di un piccolo paese della provincia.
Il medesimo, infatti, risulterebbe indagato per contrabbando di tabacchi lavorati esteri nonchè per tutta una altra serie di ipotesi delittuose.
Lo affermano alcune testate locali sottolineando come, in tal senso, sia venuto all’imprenditore avviso di conclusione delle indagini spiccatagli dal Pubblico Ministero della Procura presso la Divisione distrettuale antimafia di Napoli.
Per quanto riguarda il filone del tabacco, si ipotizza da parte dell’accusa che l’imprenditore avellinese, in concorso con altri soggetti pure raggiunti da medesimo avviso di conclusione di indagini, avrebbe trattato qualcosa come 6.000 chilogrammi di tabacco.
Come, nel dettaglio, riporta la testata giornalistica “Ottopagine”, si registrerebbe da parte dell’indagato l’emissione di “false fatture di esenzione iva e accise, attestando falsamente nelle dichiarazioni doganali l’esportazione su navi da crociera in realtà mai avvenute perché la merce restava e veniva venduta in Italia”.
Questa condotta avrebbe, quindi, finito per indurre in errore l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

FASE GIUDIZIARIA PRECOCE

Si è, tuttavia, occorre precisarlo, in una fase alquanto precoce del percorso giudiziario.
Una volta ricevuto l’avviso, infatti, l’indagato avrà tempo venti giorni entro i quali potersi presentare presso le sede della Procura – come da norme di procedura penale – ed eventualmente produrre memorie, documenti, investigazioni difensive o, ancora, chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.
A quel punto, il Pubblico Ministero andrà ad assumere le sue determinazioni decidendo se richiedere il rinvio a Giudizio o se, invece, optare – possibilità più remota – per l’archiviazione.
Anche nel caso di richiesta di processo da parte del Pm, tuttavia, vi sarà ancora lo step del Giudice per le indagini preliminari che, da parte sua, potrà decidere se accogliere la richiesta del Magistrato inquirente e mandare, quindi, l’indagato a Giudizio o se, invece, respingere la richiesta medesima.
L’imprenditore avellinese è tutelato dall’avvocato Giovanna Coppola.