Ministero della Salute francese “Sigaretta elettronica molto meno pericolosa della classica”

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La Francia come l’Inghilterra.
Il vaping, cioè, come strumento ufficiale nella lotta al fumo.
I galletti d’Oltralpe inforcano in modo sempre più deciso e convinto la e-cig come arma per mandare in soffitta la dipendenza dal tabacco.
E se in Italia la e-cig viene ancora guardata con diffidenza dalle Autorità sanitaria di vertice, dall’altro lato dei Pirenei, invece, la soluzione svapo viene sbandierata, addirittura, sul sito del Ministero della Salute.
Ad una precisa domanda posta nella sezione “faq” del sito web istituzionale, infatti, con la quale un utente chiedeva se fosse “meglio fumare una sigaretta elettronica o una sigaretta classica”, giunge una risposta che è più che chiara.

AL VIA ANCHE MOINS SANS TABAC

La sigaretta elettronica – la replica degli esperti ministeriali – può essere considerata come un aiuto per fermare o ridurre il consumo di tabacco.
Usata da sola è molto meno pericolosa della classica sigaretta perché il vapoteur non inala le sostanze tossiche del tabacco”.

Quanto a “cerotti e altri sostituti della nicotina” viene sottolineato come siano anche tra i “trattamenti efficaci usati per smettere di fumare”.
Intanto, la Francia saluta la nuova edizione di “Mois sans tabab”, kermesse che annualmente si sviluppa nel mese di Novembre e che vuole sensibilizzare i fumatori ad astenersi dal fumo per trenta giorni.

L’ASSE ANGLO-FRANCESE

Ebbene si, trenta giorni, un numero non casuale perchè, secondo determinata scienza, non fumare per un mese aumenterebbe di cinque volte le possibilità di scrollarsi del tutto di dosso il vizio del fumo.
E gran protagonista di “Mois sans tabac” sarà, appunto, la e-cig, per il terzo anno consecutivo proposta tra le soluzioni per archiviare per sempre il fumo.
L’asse anglo-francese, quindi, per trainare l’Europa verso il rischio ridotto.
Rischio ridotto che, del resto, trova adepti anche in Scandinavia sebbene non nella forma della sigaretta elettronica ma dello snus.
Spiace, invece, constatare come l’Italia delle Istituzioni sia tra le realtà più resistenti al cambiamento: fino a quando?

- Scritto da Italo Di Dio